Come citare questo articolo: , Geocaching, tesori in linea d’aria. L’esperienza del “GeoTrail Frignano” per valorizzare e vivere i beni culturali, in “Clionet. Per un senso del tempo e dei luoghi”, 1 (2017), art. nr. 19, pp. 161-164, []. http://rivista.clionet.it/ramponi-geotrail-frignano-tesori-in-linea-d-aria. Ultimo accesso 16-12-2017.

Immaginiamo di vivere un’avventura come quando eravamo bambini, immaginiamo di avere fra le mani una segretissima mappa del tesoro e alcuni indizi per raggiungerlo. Non sappiamo come sarà la ricerca, non sappiamo che esito avrà, ma siamo pronti ad arrivare in quel punto, siamo già in viaggio e quello che conta è proprio questo: partire per una piccola impresa, per la ricerca di qualcosa.

È con questo spirito che nasce il geocaching, uscire di casa e, senza limitarsi alla sola esperienza virtuale, andare davvero alla ricerca di un tesoro, un piccolo libro ben nascosto che possiamo trovare con mappe e indizi e che dobbiamo firmare a testimonianza del successo della nostra ricerca. Come tutte le avventure che si rispettino non è solo l’obiettivo finale che conta, ma l’esperienza complessiva della ricerca, delle situazioni che si sono verificate, delle eventuali difficoltà, che culmina poi con la scoperta finale. Questa esperienza diventa, infine, un racconto che i futuri cercatori potranno leggere e utilizzare come ulteriore indizio o solo per pregustare ciò che gli aspetta.

Ciò che si raggiunge con il geocaching non è altro che una semplice scatolina, la geocache, che contiene il registro visite, il logbook come si chiama in gergo, e per farlo si usano semplici App o Gps escursionistici; attraverso questi strumenti però, non solo si è guidati in prossimità del tesoro, ma si viene a conoscenza della storia del luogo da raggiungere, degli aneddoti che lo riguardano e anche di tutte le storie delle precedenti ricerche. Una narrazione che si sviluppa al di là delle canoniche guide turistiche o dei racconti orali per fissarsi su pagine web a disposizione di milioni di utenti nel mondo. Il geocaching è infatti una pratica, un gioco, diffuso a livello internazionale con diversi milioni di appassionati.

Non si tratta di una ricerca fine a se stessa, ma diventa un pretesto per andare alla scoperta di nuovi luoghi, nuove mete, particolarità geografiche che possono trovarsi sia in città (monumenti, chiese, opere d’arte, luoghi storici), sia in ambiente naturale:  parchi, giardini, punti panoramici, alberi monumentali, e tanto altro con il solo limite della fantasia.

In virtù di queste caratteristiche di potenziale interesse anche turistico l’Istituto dei Beni Artistici, Culturali e Naturali dell’Emilia Romagna (Ibc) ha premiato un interessantissimo progetto di gestione e valorizzazione del patrimonio storico e ambientale di una meravigliosa area dell’Appennino modenese: il territorio del Comune di Pavullo nel Frignano. Attraverso questo progetto, chiamato “GeoTrail Frignano”[1], il geocaching è diventato il filo conduttore per connettere 21 beni culturali distribuiti in tutto il territorio comunale di notevole interesse, ma praticamente sconosciuti: castelli matildici, chiese, torri medioevali, aree naturali, emergenze geologiche, piccoli borghi e piazze, alberi monumentali, giardini e anche un piccolo e storico aeroporto (nella foto di apertura dell'articolo: geocache Gualesa, ruderi che furono le porte di un antico castello).

Per utilizzare le stesse parole di Ibc si tratta di «una forma di turismo culturale nuova e antica insieme, basata sulla tecnologia Gps e sul desiderio di scoperta»[2]. Il geocaching è infatti proprio questo: un’evoluzione tecnologica ispirata all’antica e leggendaria pratica piratesca di tracciare su mappe il luogo contenente una cassa colma di ricchezze affinché possa poi essere ritrovata.

Ma come funziona nei dettagli il moderno geocaching? Funziona in tre semplicissime fasi. Si parte dal web da cui si recuperano le descrizioni e le coordinate degli oltre 3 milioni di tesori nascosti nel mondo. Si va alla ricerca materiale del contenitore nascosto in ambiente al fine di firmare il logbook. Si torna sul web per registrare il proprio ritrovamento e raccontare brevemente l’esperienza e l’emozione della ricerca.

Il gioco è gratuito e per partecipare basta iscriversi al sito ufficiale internazionale geocaching.com da cui si può consultare tutto il database mondiale delle geocache nascoste per poi partire, con quello stesso desiderio e quegli stessi occhi che si avevano da bambini giocando ai pirati, alla ricerca del tesoro che suscita il nostro interesse. Le regole sono molto semplici e basate sul buon senso come il rispetto per l’ambiente, per la collettività, per gli altri giocatori e per chi ha nascosto il tesoro. La descrizione dell’esperienza che segue il ritrovamento contribuisce infine alla creazione di una sorta di storytelling locale con cui è mantenuta viva la memoria del luogo.

Attualmente in Italia sono presenti oltre 26.000 geocache e i 21 tesori pubblicati per il “GeoTrail Frignano” potrebbero sembrare una piccola goccia nel mare. In realtà l’Italia con il suo infinito patrimonio artistico è paradossalmente uno dei paesi meno ricchi di geocache e lo spazio per creare iniziative analoghe è ancora davvero molto ampio. La forza del progetto risiede inoltre sul fatto che si tratta della prima esperienza italiana in cui il geocaching è riconosciuto non solo come gioco, ma come veicolo di comunicazione culturale e i tesori proposti, oltre che essere alla portata di tutti, svelano un universo rurale di incredibile fascino e ricchezza.

Percorrendo il “GeoTrail Frignano” vivremo infatti alcune esperienze entusiasmanti conoscendo luoghi e storie di persone straordinarie. Passeggeremo lungo l’arcata parabolica del ponte medioevale di Olina che rimane ancora un’opera ingegneristica all’avanguardia, arriveremo alla torre di avvistamento di Lavacchio anticipati da dimenticati e affascinanti murales, saliremo sull’Ofiolite di Val di Sasso calpestando il fondale di un antico oceano, abbracceremo grandi alberi come le sequoie e il Pinone di Pavullo, entreremo a Monzone scoprendo un cruento metodo di persuasione per la riscossione delle tasse, conosceremo il generale Raimondo Montecuccoli che scacciò i turchi nei pressi di Vienna e che morì mai vinto, mangeremo il Pane di Verica imparando la differenza fra crescenta e tigella, ci rilasseremo a osservare alianti in un piccolo aeroporto di montagna che fu la prima scuola italiana di volo a vela, e tanto, tanto altro.

Un altro aspetto interessante del geocaching riguarda le modalità di nascondere i tesori. Come nel caso della ricerca il processo parte dal basso e chiunque partecipi al gioco, volendo, può proporre al mondo i propri tesori. Per fare questo è richiesta solo una minima esperienza di gioco, essere residenti in prossimità del luogo in cui si vuole nascondere il proprio tesoro così da potersene prendere cura e che il luogo non sia già occupato da altre geocache. Questo insieme di semplici regole fa sì che i tesori vegano pubblicati da conoscitori e amanti di una data area geografica in grado di dare un valore aggiunto alla comunicazione grazie al personale legame psicoaffettivo col territorio.

La ricerca e la conoscenza approfondita dei luoghi, della storia e delle storie narrate in un territorio come quello di Pavullo nel Frignano rende conto dell’enorme varietà e complessità dell’intero patrimonio di vicende, aneddoti e relazioni locali che si intersecano alla più grande e vasta storiografia generale. Non solo grandi vicende quindi, ma microcosmi di episodi minori che rischiano di sfuggire ed essere dimenticati per sempre. Il geocaching può quindi diventare un pretesto per donare ad altri la conoscenza di un sito e contribuire anche alla salvaguardia della memoria e delle tradizioni. Raccogliendo interviste nei numerosi incontri con associazioni e studiosi locali al fine di identificare i 21 luoghi proposti le storie raccolte sono diventate tantissime, indice di una cultura locale che necessita di essere alimentata con entusiasmo e mantenuta in vita con il maggior numero di strumenti e mezzi di divulgazione possibile.

Ma il geocaching rappresenta più di una raccolta di storie originali: è un rapporto di relazione continuo fra chi nasconde e chi cerca, fra gli stessi cercatori e anche con la popolazione locale che spesso, ma non sempre, ignora l’esistenza del gioco. Leggere i riscontri degli utenti è infatti spesso divertente:

Questa volta il navigatore mi è sembrato pago delle “sole” che ci ha rifilato finora ed arriviamo poco lontano dalla X del tesoro. Qui parcheggiare non è possibile e chiediamo ad un locale dove poter lasciare la macchina nelle vicinanze, con grande gentilezza ci chiede se sostiamo a lungo ed alla risposta 20/30 minuti ci dà il permesso di lasciarla dove volevamo, “tanto sono tutti al lavoro”. Prima di salire beviamo ad una bella fontana proprio lì vicino, ed il signore di prima ci avverte che è afrodisiaca, allora bevo nuovamente e chiedo a mia moglie se non abbia ancora sete, meglio idratarsi con questo caldo[3].

Oppure:

Giunto a questa tappa del GeoTrail parcheggio con comodo nel piazzale antistante la chiesetta dove un oriundo sta utilizzando il sagrato come autofficina per aggiustare la propria vettura. Si pone subito il problema di come eseguire le ricerche del caso senza destare l'interesse dell'improvvisato meccanico. Entro in modalità “stealth” fingendo interesse architettonico per il borgo e i suoi edifici, nel frattempo scandaglio il luogo in cerca di un possibile nascondiglio... che subito individuo. Mi avvicino sempre in modalità “stealth” quando l'improbabile meccanico mi grida qualcosa in dialetto che tradotto dovrebbe essere più o meno “Sei uno di quelli del giro?” Sollevato nell'apprendere che il suddetto è sì un babbano, ma adeguatamente informato delle circostanze, gli rispondo affermativamente e mi faccio dare anche precise informazioni su dove recuperare la cache[4].

Percorrere un itinerario di geocaching come il “GeoTrail Frignano” significa quindi vivere un’avventura del quotidiano, ritrovare l’esotico dietro l’angolo approcciandosi a una forma di conoscenza e turismo che va scomparendo, ovvero l’esplorazione alle porte di casa, vivendo il territorio in modo autentico in luoghi spesso al di fuori delle mete turistiche classiche.

Sebbene non esistano premi, amo dire che si “vince” l’esperienza di un luogo: è un’occasione di turismo esperienziale, tesa alla valorizzazione di un patrimonio culturale e naturale, che può soddisfare la voglia di avventura e scoperta aggiungendo quel sano senso ludico, che non è evasione o fuga verso mete improbabili o lontane, ma semplicemente l’esperienza di luoghi inaspettati[5].

Sono tante le storie che il geocaching è in grado di raccontarci e lo fa giocando, con leggerezza, con il pretesto della ricerca di una piccola scatolina e un foglio su cui lasciare la propria firma. 

 

https://www.geocachingitalia.it
http://progetti.geocachingitalia.it
http://frignano.geocachingitalia.it


Note

1 “GeoTrail Frignano” è parte del progetto “Geocaching e orientamento culturale nelle Terre del Frignano” proposto dall’Associazione di promozione sociale Asd Orienteering Club Appennino in partenariato con il Comune di Pavullo nel Frignano e in collaborazione con il sito geocachingitalia.it. Il progetto è stato selezionato nel 2016 fra i 10 vincitori del Bando “Giovani per il Territorio", II edizione, indetto da Ibc Emilia-Romagna.

2 Ibc Emilia-Romagna, “I progetti vincitori in sintesi”, http://ibc.regione.emilia-romagna.it.

3 Geocache Monzone, 30.06.2016, geocacher: Gian Luca trix.

4 Geocache Montorso, 23.03.2017, geocacher: Azzosky.

5 Geocachingitalia.it, intervista rilasciata per IT.A.CÀ Festival del Turismo Sostenibile, Bologna, 15.02.2017.