Intervista a Nathalie Worthington. Il Centre Juno Beach e la sua “impronta”

Interview with Nathalie Worthington. The Juno Beach Centre and its “footprint”

In apertura: Centre Juno Beach di Courseulles-sur-Mer, Normandia.

L’intervista a Nathalie Worthington, direttrice del Centre Juno Beach di Courseulles-sur-Mer, si deve a Paola E. Boccalatte.

D-Day, 6 giugno 1944, operazione Overlord. Dopo quattro anni di conflitto, gli Alleati sbarcano sulle spiagge della Normandia per aprire un fronte in Europa occidentale, liberare la Francia occupata e piegare la Germania nazista. A presidio della memoria di quest’operazione c’è oggi una fitta distesa di memoriali, musei, bunker e strutture militari dismesse, installazioni, monumenti, percorsi commemorativi. I musei, spesso ospitati in architetture imponenti, marcano il paesaggio e segnano le dune di sabbia come un’impuntura. Ogni anno centinaia di migliaia di visitatori percorrono quel litorale sulle tracce della storia. Il Memoriale di Caen, l’Overlord Museum a Omaha Beach, il D-Day Museum ad Arromanches e l’Airborne Museum a Sainte-Mère-Église sono solo alcuni dei 54 luoghi di memoria presenti sul territorio.

Il contributo canadese all’operazione è raccontato al Centre Juno Beach, centro d’interpretazione1 che rende omaggio agli oltre 45.000 canadesi caduti durante la guerra. Inaugurato nel 2003 da veterani e volontari, il Centro si prefigge di trasmettere la memoria del contributo canadese alla Seconda guerra mondiale attraverso iniziative educative ed espositive. Sul fronte sud/sud-ovest dell’edificio, arrivando da Voie des Français Libres, si viene accolti da una scritta “Centre Juno Beach. Engagé pour la mémoire et le développement durable”. Perché questo singolare benvenuto?

Nel 2019, quando il Centre Juno Beach ha superato i 100.000 visitatori annuali, abbiamo iniziato a riflettere sulla necessità di proteggere il sito naturale su cui sorge il nostro museo. Nella convinzione che il museo debba avere un ruolo attivo nella società, ci siamo interrogati in modo più ampio su quale potesse essere il nostro contributo di fronte alla crisi climatica che oggi minaccia la pace, la libertà e la democrazia. Ci siamo chiesti: “Come possiamo rispondere agli eventi che oggi minacciano la pace e la libertà nel mondo? Come possiamo fare nostri i valori tramandati dai soldati canadesi della Seconda guerra mondiale per dare il nostro contributo?”.

Abbiamo quindi trovato ispirazione nella nostra missione, centrata sulla trasmissione della memoria, e abbiamo creato questo slogan: “Hanno combattuto per proteggere il nostro Paese e la nostra libertà, salvaguardiamo insieme ciò che loro hanno difeso”2.

La crisi sanitaria del 2020-2021 ha rafforzato in noi la convinzione che fosse necessario cambiare i nostri paradigmi e diventare più eco-responsabili a tutti i livelli. Questa crisi ha accentuato la consapevolezza della necessità di una trasformazione sul fronte ambientale. Al centro di questo impegno è la RSE (Responsabilité Sociétale des Entreprises)3, supportata da un bilancio annuale delle emissioni. La conseguente roadmap si basa dunque su 4 pilastri: riduzione dell’impronta carbonica4 diretta e indiretta e promozione dell’economia circolare; impegno nei confronti dei dipendenti e dei visitatori; rispetto della biodiversità; lavoro con i portatori d’interesse.

Alcune pratiche sono a costo zero, come la riduzione delle forniture d’ufficio o il riutilizzo della carta; altre sono azioni sostenute dal budget per il funzionamento e la manutenzione, come le lampade LED o i cestini per la raccolta differenziata dei rifiuti; altre ancora sono azioni che richiedono investimenti, come l’installazione di rastrelliere per biciclette con colonnine di ricarica o attrezzature per l’accoglienza di persone con disabilità.

È innegabile che un grosso impulso alla consapevolezza sulla necessità di un ripensamento del nostro agire quotidiano in senso più sostenibile provenga dalle nuove generazioni. Nella missione del Centre lo sguardo è rivolto ai più giovani. Cosa chiedete loro? Come li coinvolgete? E loro, cosa chiedono?

Tutto il personale del Centre Juno Beach è coinvolto nel percorso di Responsabilità Sociale d’Impresa. Questo impegno riguarda anche le otto giovani guide stagionali canadesi che ogni anno si occupano dell’accoglienza e della mediazione, così come il personale incaricato della progettazione dei programmi educativi e per le famiglie. Il principio-guida è che, al Centre Juno Beach, i giovani parlano ai giovani.

Il programma del centro rivolto ai giovani, in classe o in famiglia, è uno dei più efficaci tra i musei dedicati allo Sbarco. Il Pass Famiglia (a tariffa speciale) ha riscosso un grande successo sin dalla sua introduzione nel 2018. Nel 2025, l’esperienza Explore Juno5 ha coinvolto 6.502 famiglie, 82 gruppi di scuole primarie e 35 gruppi di scuole secondarie. Si tratta di un percorso con stazioni interattive e touchscreen che prevede l’accompagnamento di una giovane guida canadese.

Il museo rappresenta uno spazio di riflessione su temi come la salvaguardia delle libertà e l’educazione alla cittadinanza. Dal 2019, questa missione educativa è stata arricchita da riflessioni sui temi ambientali e sociali, consentendo di creare ponti tra la memoria storica e le sfide attuali dello sviluppo sostenibile. Il Centre Juno Beach preserva la memoria del popolo canadese durante la Seconda guerra mondiale e contribuisce anche a sensibilizzare le giovani generazioni sulla necessità di difendere le libertà e di vivere in modo responsabile, per il pianeta e a tutela delle generazioni future.

Al “paesaggio del conflitto” si sovrappongono oggi altri paesaggi, quello del turismo, del “devoir de mémoire”, della vita quotidiana di Courseulles-sur-Mer, comune costiero di circa 4.200 abitanti. Come si relaziona il Centre con il paesaggio e con la comunità?

Il Centre Juno Beach è un luogo di memoria, cultura ed educazione profondamente radicato nella comunità locale. La memoria e la gratitudine degli abitanti nei confronti di coloro che hanno contribuito alla liberazione del Paese nel 1944 sono molto vive in Normandia, dove i musei sono numerosi, e i momenti di commemorazione sono molto diffusi grazie a totem, monumenti, segni di memoria. Al Centre, raccontando la storia del Canada in guerra e quella dei liberatori, si racconta anche, in filigrana, quella dei cittadini della Normandia liberati, e i ponti tra queste storie sono moltissimi.

La programmazione del museo si rivolge in larga misura alla comunità locale e regionale, con eventi culturali sul Canada, conferenze, mostre temporanee, concerti e altro ancora. L’Associazione degli Amici del Centre Juno Beach, totalmente composta da membri locali/regionali, è molto attiva nella vita del museo.

Gli spazi naturali che circondano il Centre, tra cui la duna e il litorale, sono testimoni di questa storia/memoria condivisa. Alcuni resti sono visibili, come quelli dei bunker tedeschi, integrati da un percorso didattico con stazioni dedicate alla storia della città prima della Seconda guerra mondiale e alla biodiversità.

In sintesi, il museo e il paesaggio circostante rappresentano un patrimonio condiviso tra i canadesi e la comunità di Courseulles / Juno, nel rispetto dello spirito dei luoghi nel senso più ampio possibile, inclusa la dimensione naturale.

Per questo motivo, quando nel 2020 il Centre Juno Beach e questo spazio furono minacciati da un progetto immobiliare su di un’ex area industriale marina vicina, la comunità di Courseulles si è schierata contro il progetto, insieme ai canadesi. Grazie alla società civile, che è riuscita a ottenere ascolto dalle autorità dei due Paesi coinvolti, il progetto è stato bloccato ed è stato sostituito con un piano di sviluppo sostenibile e di rinaturalizzazione in programma per il 2028, denominato Progetto Concordia.

Un percorso all’esterno del museo illustra proprio questo ambizioso progetto.

Il Progetto Concordia, in linea con gli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile6 delle Nazioni Unite per il 2030, contribuirà a “riparare”, rigenerare lo spazio che circonda il Centre Juno Beach, ricostruendo legami quasi dimenticati tra la penisola naturale e la costa urbanizzata. Si tratta di un’iniziativa di rinaturalizzazione complessiva di un’ex area industriale marina, accompagnata dalla creazione di nuovi spazi di servizio per il museo. L’obiettivo è trasformare questo luogo in uno spazio di armonia e concordia, in coerenza con l’impegno del Centre in materia di sviluppo sostenibile. Obiettivi chiave del Progetto Concordia sono:

  • il rafforzamento della connessione tra i contenuti del Centre Juno Beach e quelli del Parc Juno, garantendo una continuità tematica e memoriale;
  • il ripristino della biodiversità e il rinnovamento dell’ex area dei cantieri navali;
  • l’estensione scenografica del Parc Juno, con la creazione di un continuum tra la storia dei canadesi e quella degli abitanti del luogo, con la valorizzazione delle stratificazioni storiche del sito;
  • il miglioramento dell’esperienza di visita con nuovi servizi;
  • lo spostamento dei parcheggi per garantire continuità visiva tra molo est e Centre Juno Beach;
  • la riduzione dell’impatto visivo dei veicoli per preservare il valore paesaggistico e memoriale del sito;
  • la sensibilizzazione sulle necessità di transizione ecologica dell’economia, sotto il profilo economico e sociale.

 

Nella sala dedicata alle politiche canadesi sulla memoria e all’attivismo per la giustizia climatica e sociale, si legge, fra l’altro, che l’organizzazione ambientalista indipendente Greenpeace è nata proprio in Canada. Dorothy Stowe (1920-2010), attivista e co-fondatrice di Greenpeace all’inizio degli anni Settanta, diceva: “È incredibile cosa possano realizzare poche persone sedute attorno al tavolo della propria cucina”. Queste parole ci incoraggiano all’azione, nella vita privata come sul posto di lavoro. Ci può dare due esempi di iniziative che avete intrapreso per la salvaguardia dell’ambiente che siano facilmente replicabili?

Abbiamo installato due cassoni per la raccolta dei rifiuti per il Parc Juno, vicino alla duna, di fronte al Centre Juno Beach. Le persone che passeggiano sulla spiaggia possono raccogliere i rifiuti e depositarli al loro interno. In seguito, provvediamo al loro smistamento e smaltimento, recuperando alcuni materiali plastici per riciclarli in portachiavi, oggetti che sono in vendita nel negozio del museo.

Organizziamo inoltre campagne di raccolta dei rifiuti in occasione di iniziative comunitarie partecipative o con gruppi di giovani visitatori, mettendo a loro disposizione bidoni recuperati sulle spiagge dopo le tempeste, che abbiamo trasformato in cesti.

Abbiamo poi commissionato uno studio sulla fauna e la flora a un gruppo di specialisti. Questo lavoro ci permette di conoscere meglio le specie presenti nel nostro territorio e di proteggerle più efficacemente. Infine abbiamo installato due arnie che, dal 2022, ci forniscono un ottimo miele, venduto anch’esso nel negozio.

Il “fallimento” è un’evenienza inevitabile quando si lavora su soluzioni innovative. E spesso sollecita, meglio di un successo, ulteriori riflessioni e ricerca di soluzioni. Può condividere un aspetto su cui avete fatto un passo indietro o che si è rivelato non adatto alle vostre esigenze ma che vi ha comunque consentito di imparare molto?

La nostra intenzione è quella di integrare l’approccio di sviluppo sostenibile in ogni aspetto della vita del museo, e non solo negli aspetti logistici, infrastrutturali o nel rispetto della biodiversità. Nel 2023, abbiamo quindi riflettuto su come integrare questa visione anche nell’offerta del museo, con un’attività guidata dai nostri operatori e rivolta ai gruppi scolastici. Abbiamo sperimentato a lungo in cerca dello strumento di mediazione giusto, con l’obiettivo di far comprendere ai giovani il legame tra memoria e sviluppo sostenibile. Inizialmente, abbiamo realizzato un laboratorio sul riuso dei rifiuti e il riciclaggio, ma non eravamo soddisfatti, perché la nostra missione era ed è la trasmissione della memoria. Ci siamo concessi il tempo per sperimentare e siamo finalmente giunti a sviluppare l’attività Se souvenir pour agir7 (Ricordare per agire), un laboratorio che si basa sui valori che ispirano il Centre e che possono motivare i giovani visitatori ad agire, partecipare, dare il proprio contributo. La proposta educativa ha come obiettivo la riflessione sulle sfide di ieri e di oggi in materia di difesa della pace nella doppia relazione tra storia e sviluppo sostenibile; uno spazio di scambio su temi come l’impegno, il coraggio, la trasmissione di valori e memorie, la solidarietà. Il laboratorio, a complemento della visita all’esposizione permanente, e destinato a ragazzi a partire dagli 8 anni, chiede di interrogarsi sul proprio ruolo come cittadini nella costruzione di una pace durevole che passa anche attraverso le sfide ambientali.

La missione dei musei di storia della Seconda guerra mondiale spesso si fonda su valori emersi nella lotta contro i totalitarismi, le aggressioni, le occupazioni. Questa ricerca su responsabilità, inclusione, impegno, scelta, li rende particolarmente adatti a promuovere la sostenibilità come impegno collettivo. Nel solco di questa consapevolezza opera il progetto Preserving the Past – Securing the Future8, offrendo a professionisti dei luoghi di memoria della Seconda guerra mondiale un’occasione formativa per esplorare buone pratiche da cui trarre spunto. Sarebbe importante poter incoraggiare una forma di felice competizione, attingendo alle esperienze altrui.

Nel 2019/2020, quando abbiamo cominciato questo percorso, pochi erano i luoghi di visita – almeno in Francia – già impegnati sul tema dello sviluppo sostenibile. Abbiamo quindi cominciato a lavorare a partire dall’Agenda 2030, dagli esiti della COP219, dagli studi del climatologo Jean Jouzel (1947) e del fisico del Laboratoire des Sciences du Climat et de l’Environnement François-Marie Bréon (1965), da Shift Project10 e Carbone411.

Poiché abbiamo dato ampia comunicazione delle nostre intenzioni, del nostro approccio e delle nostre ambizioni, siamo riusciti a far conoscere la nostra iniziativa e alcune delle nostre idee sono state condivise anche da altri istituti, in particolare la Tarif Bas Carbone (tariffa ridotta per i visitatori che arrivano in treno, autobus o bicicletta). Questo modello è stato adottato dalla Regione Normandia, che lo ha ora implementato in oltre un centinaio di siti.

A livello regionale, lo sviluppo sostenibile ha ormai preso piede grazie a una maggiore consapevolezza, formazioni sulla RSE, impegno e sostegno delle istituzioni pubbliche. Per questo motivo, il progetto Preserving the Past – Securing the Future rappresenta un’opportunità unica per condividere, ispirarci e ispirare luoghi che condividono le nostre missioni e i nostri valori. L’obiettivo è fare ognuno la propria parte, insieme.


Note

1 Con “centro d’interpretazione” si intende uno spazio museale che si propone di spiegare un luogo di memoria, un ecosistema, un sito naturale o culturale e in cui le collezioni rivestono un ruolo meno significativo rispetto al tema e alla linea interpretativa scelta. André Desvallées, s.v. in François Mairesse (dir.), Dictionnaire de muséologie, Paris, Armand Colin, 2022, p. 101.

2 www.junobeach.org/fr/developpement-durable, ultima consultazione di tutti i link: 23 marzo 2026.

3 In Italia RSI, Responsabilità Sociale d’Impresa, disciplinata principalmente dal Codice civile (art. 2086 e 2428, che introducono la responsabilità sociale come parte della governance aziendale), dalle Linee guida nazionali per la RSI (pubblicate dal Ministero dello Sviluppo Economico) e dalla Direttiva UE 2022/2464 e ss.mm.ii. che impone la rendicontazione di sostenibilità per le grandi imprese e gli enti di interesse pubblico (eur-lex.europa.eu/legal-content/IT/ALL/?uri=CELEX:32022L2464).

4 La carbon footprint è un indicatore ambientale che misura la quantità totale di emissioni di gas serra, espressa in tonnellate di CO₂ equivalente generate direttamente o indirettamente da un prodotto, un’organizzazione, un individuo o un evento. unfccc.int/news/new-carbon-footprint-calculator-to-support-climate-action.

6 unric.org/it/agenda-2030 L’Alleanza Italiana per lo Sviluppo Sostenibile (ASviS) nasce nel 2016 per favorire la conoscenza dell’Agenda 2030 per lo sviluppo sostenibile e per mobilitare la popolazione, i soggetti economici e sociali e le istituzioni in direzione della realizzazione degli Obiettivi di sviluppo sostenibile. asvis.it.

8 www.ppsf-project.eu/ L’autrice dell’intervista ha avuto l’opportunità di partecipare al percorso formativo per conto dell’Istituto Nazionale Ferruccio Parri, socio fondatore/socio di Liberation Route Italia (LRI), sezione italiana della Liberation Route Europe Foundation, capofila del progetto. Partner del progetto sono Centre Juno Beach, Fondazione Campus, Mascontour.

9 La COP 21, tenutasi a Parigi nel dicembre 2015, è stata la 21ª Conferenza delle Parti dell’UNFCCC (Convenzione quadro delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici), celebre per l’adozione dell’Accordo di Parigi. www.consilium.europa.eu/it/policies/paris-agreement-climate.

10 theshiftproject.org.