
In apertura: commemorazione di Natale Gaiba (anni Cinquanta-Sessanta) con deposizione di corona e ritratto sulla tomba del socialista dopo il corteo dalla Camera del Lavoro (Archivio Storico Comunale di Argenta, d’ora in poi, ARCA).
Natale Gaiba (1880-1921) è stato testimone del passaggio della Storia ad Argenta: fu un boaro della Bassa ferrarese durante la bonifica e fece fronte a tutte le difficoltà della propria classe sociale, dalla malaria alla migrazione1. La sua professione gli ha permesso di sviluppare una forte coscienza politica, riconoscendosi nel socialismo massimalista e partecipando ai moti agrari argentani del 1914; prende parte alla Grande Guerra nonostante la propria ideologia intransigente. Al suo rientro si avvicina con convinzione alla lotta sindacale (ipoteticamente come capolega) e diventa consigliere comunale nell’ambito della giunta rossa argentana del 1920, con ampio consenso. Lì appoggia dei provvedimenti in favore del proletariato argentano che infastidiscono i proprietari terrieri locali e provinciali, i quali invocano l’intervento squadrista: Gaiba sperimenta direttamente il periodo di massima tensione politica nella Bassa ferrarese. Così, dopo l’occupazione di Argenta della notte tra il 16 e il 17 aprile, Natale Gaiba viene ucciso da un gruppo di giovani camicie nere il 7 maggio 1921. I colpevoli rimarranno impuniti, anche a causa della collusione con le forze dell’ordine, la prefettura e il sistema giudiziario in generale; alcuni di loro saranno premiati con incarichi di responsabilità all’interno del nascente regime.
Quella di Natale Gaiba è stata una piccola vita ordinaria che è, tuttavia, perfetta espressione del grande corso della Storia e, allo stesso tempo, spunto di riflessione critica sulle sue classiche categorie di analisi. Si è ritenuto importante e degno di nota approfondire ulteriormente la biografia del socialista argentano e, soprattutto, analizzarne la spendibilità a livello comunicativo, nell’ambito di iniziative di divulgazione classica, di public history e di didattica. In questa sede mi concentrerò sull’importanza di esaminare un caso che è espressione dell’approccio microstorico tramite il metodo biografico, nell’ottica di scardinare la narrazione martirologica consolidatasi negli anni attorno alla sua figura; ciò risulta fondamentale per offrire una narrazione imparziale e veritiera, soprattutto nella divulgazione indirizzata alla cittadinanza. Per questo proporrò una riflessione sugli errori più diffusi su Gaiba; infine, analizzerò alcune iniziative pubbliche dal dopoguerra a oggi, per dimostrare ulteriormente l’importanza di approfondire le realtà storiche minori, per conferire tridimensionalità alla ricerca.
Fig. 1. Natale Gaiba in uniforme per la Prima guerra mondiale (1918), Archivio Privato della famiglia Gaiba.
1. Morte di un rivoluzionario
Sin da subito la fine di Natale Gaiba lo ha reso martire della rivoluzione socialista contro l’ascesa della prepotenza squadrista: i suoi contemporanei hanno iniziato a mettere le basi per un vessillo della causa rossa. Tale procedimento si inscrive in uno storico di narrazioni martirologiche che costruiscono eroi per il Partito socialista, come conseguenza alla nascita di una nuova religione laica, con la propria liturgia e i propri dogmi: lo Stato-Nazione2. Per diventare un martire politico, secondo le ricerche di Dino Mengozzi, è necessario che siano soddisfatti dei canoni estetici e morali al momento della morte. Dall’agonia conseguente ai propri ideali alla coerenza estrema; si deve avere prova tangibile dell’accaduto tramite il corpo del defunto, di cui si sviluppa un culto da quando è esposto nella camera ardente e supera il giudizio della comunità durante l’elogio funebre. Così si entra nel pantheon dell’eternità laica3 e anche la comunità proletaria si appropria del concetto di martirio. Partendo dal presupposto che ogni operaio è sempre considerato vittima e martire del capitalismo, che muoia accidentalmente o di vecchiaia o che venga ucciso per le proprie idee, siccome il sistema capitalistico si basa sullo sfruttamento della forza lavoro fino al suo sfinimento. Il socialista soccombe a prescindere dall’ingiustizia mortale generata dalle disparità sociali volute dal capitale, combatte per l’ideale con la quotidiana lotta di classe e, nel caso venga ucciso per questo, diventa un memorandum della vera natura del sistema borghese e nobilita la causa proletaria. Quindi, se da un lato il proletario e il socialista sono sempre intrinsecamente martiri, dall’altro lato, con il proprio sacrificio più o meno consapevole, sconfiggono il potere distruttivo del capitalismo con un atto di rigenerazione e di creazione della coscienza di classe4.
Natale Gaiba entra in questo tipo di narrazione a partire dalle considerazioni dei suoi contemporanei e nel dopoguerra il consigliere argentano viene ripreso come martire della causa dell’antifascismo, senza risicare sul campanilismo; l’orgoglio paesano di poter rivendicare un uomo morto contro il fascismo spesso ha zittito lo scrupolo metodologico. Per questo motivo ho avvertito la necessità di ricostruire questa vicenda con una guida chiara, la biografia: tale tipo di ricostruzione permette di conferire alla narrazione storica un taglio antidogmatico5, inserendo le specificità della vita individuale nella Storia generale. Questo tipo di procedimento si addice al concetto di ricerca microstorica, partendo dal basso per arrivare ai grandi paradigmi della disciplina: la vicenda di Natale Gaiba non è solo una questione locale e collaterale, ma conferisce più strumenti per comprendere la storia nel profondo6.
Fig. 2. Commemorazione di Natale Gaiba (anni Cinquanta-Sessanta), particolare del discorso del sindaco di Argenta davanti alla Camera del Lavoro del paese, ARCA.
2. Fonti secondarie, malintesi e divulgazione mainstream
Al fine di approdare a una ricostruzione storica priva di corruzioni legate alla “santificazione” di Natale Gaiba, ho ritenuto importante scandagliare gli errori diffusi su di lui dalla letteratura scientifica e mainstream: in questo modo, si può comprendere come si sia arrivati all’appiattimento della sua rilevanza storica. Alcuni errori7 metodologici, di interpretazione o superficialità diffusi sono, per esempio, l’assegnazione a Gaiba della carica di assessore agli approvvigionamenti o dell’Annona (quando era soltanto consigliere comunale) o la totale dipendenza di Gaiba da don Giovanni Minzoni, spesso proposto come protagonista unico della vita politica argentana. Un altro errore è il mancato approfondimento del contesto locale, che può portare a definire Natale Gaiba un comunista, quando rimane socialista massimalista. Della stessa matrice è anche la collocazione del rifugio dopo il 16 aprile in Romagna o a Conselice, quando è più probabile che si trovasse nelle valli di Campotto (frazione di Argenta) dove risiedevano alcuni suoi parenti. In altri casi, viene proposta una lettura della vicenda controproducente rispetto alla volontà di smontare la retorica del martirio, come il fatto che venga analizzata solo la morte o che si narrino grandi imprese compiute dal socialista argentano senza citarne le fonti, come per giustificare la necessità di promuovere il suo ricordo. La ricerca storica, soprattutto in casi come quello di Gaiba, è rilevante e fondamentale a prescindere dal fatto che i soggetti approfonditi abbiano preso parte a grandi avvenimenti; non bisogna forzare la partecipazione di questi soggetti a eventi epocali, poiché si creano strati di detriti che oscurano il nucleo di verità che interesserebbe la microstoria così com’è.
A livello di letteratura di piacere, si trovano alcune opere che citano la vicenda di Gaiba en passant come saggio della violenza squadrista nel Ferrarese8: i passi, per quanto marginali, danno dimostrazione della versatilità della vicenda del socialista e della sua capacità rappresentativa del periodo. Su questa onda si collocano, in maniera sorprendente, anche alcuni prodotti cinematografici e televisivi dedicati a don Minzoni: lo sceneggiato Rai Delitto di regime. Il caso Don Minzoni (1973)9 e il film Oltre la bufera (2019)10. Seppur vi siano alcune imprecisioni legate a licenze poetiche o all’uso di alcune fonti secondarie che compiono gli errori citati sopra, si tratta di prodotti estremamente positivi, soprattutto per quel che riguarda Delitto di regime, che generano curiosità negli spettatori su un caso come quello di Natale Gaiba. Più recentemente, la storia di Natale Gaiba è stata riproposta tramite lo strumento del podcast, come nel caso dell’iniziativa del Comune di Argenta Memorie del Novecento con Primaro Story Trekking (2021-2022 circa), una serie di 12 episodi che accompagnano un’ipotetica passeggiata lungo il fiume Primaro. Uno di questi, Il preludio della rovina: la morte di Gaiba e Don Minzoni11, racconta anche della vicenda di Gaiba, seppur con qualche errore tra quelli citati e sempre in relazione a don Minzoni; si tratta di un caso positivo, visto il tone of voice con cui si presenta, accessibile a chiunque e pensato per un momento di svago e conoscenza del territorio. Tuttavia, l’esperimento più riuscito è Fantasmi della Bassa. Ferrara 1870-1925 (2023)12, del collettivo “Cumbre | Altre Frequenze” e della storica Antonella Guarnieri, nel contesto di Memorie dal Popolo, una produzione di Coop Estense13. Qui, pur mantenendo un registro divulgativo, viene trattato con attenzione il contesto ferrarese e i suoi personaggi, a cui è data grande dignità; in particolare, il quinto episodio (Ferrara culla del regime) tratta la vicenda di Gaiba, aprendosi a nuove scoperte legate alla recente ricerca universitaria.
Fig. 3. Mappa di Primaro Story Trekking, Comune di Argenta, https://www.comune.argenta.fe.it/vivere-il-comune/memorie-del-novecento#:~:text=PDF%206%20MB),Primaro%20Story%20Trekking%20II:%20la%20Stretta%20di%20Argenta,ancora%20oggi%20rimane%20la%20cicatrice.
3. L’antifascista ricordato
Visto il ruolo di martire a cui Natale Gaiba si presta, il Comune di Argenta ha sempre strutturato delle iniziative per commemorare e, a tratti, mitizzare il consigliere ucciso nel ’21: tuttavia, non si è mai assistito a una scelta coerente dal dopoguerra fino a qualche anno fa, con ondate di grande approfondimento e periodi di totale oblio.
Fig. 4. Comizio del ministro Claudio Signorile in occasione della commemorazione di Natale Gaiba del 1981, ASPA.
Verso la fine degli anni Quaranta l’amministrazione concede una sepoltura d’onore nel cimitero comunale a Gaiba e alla moglie Benilde Fabbri14 e intitola una via al consigliere nella zona di Argenta detta borgo Lenin o Chiavica. Tra gli anni Cinquanta e Sessanta si sono intensificate le commemorazioni e i simboli fisici incisi nel territorio, come il busto realizzato da Tiziano Bolognesi e la lapide, collocati nell’androne del municipio15; si verificano anche delle visite di importanti personalità della sinistra italiana, come il senatore Giuseppe Bardellini16 o l’onorevole Stefano Servadei17. Intorno al 1962 viene fondata la Federazione giovanile socialista nucleo “Natale Gaiba”18: è evidente come il socialista sia reso un modello morale e pedagogico, oltre che propagandistico. Allo stesso modo si organizzano anche le iniziative degli anni Settanta e Ottanta, in un costante clima di celebrazione, esaltazione della comunità e del socialismo. Tuttavia, la massima espressione di uso pubblico della figura di Natale Gaiba si ha nel 1991 per il 70° anniversario della morte del socialista, quando, oltre alle celebrazioni classiche del 7 maggio, si struttura un convegno di studi (16 novembre 1991) in collaborazione con l’università di Bologna, la Cgil, l’Anpi e altre associazioni locali19: viene chiamato anche Bettino Craxi, che, però, non parteciperà20. L’obiettivo è quello di coinvolgere numerosi storici ed esperti del settore per offrire una nuova «proposta storiografica»21, ricostruendo il volto di Gaiba in maniera sistematica e scrupolosa, in relazione con il contesto locale e nazionale: si preannuncia anche la pubblicazione degli atti del convegno nell’opera Natale Gaiba: l’antifascista dimenticato (1993). L’impegno di questa commissione è lodevole e costituisce una svolta radicale per quel che riguarda la ricostruzione della vicenda di Natale Gaiba; tuttavia, rimane sempre l’alone del martire sull’operato del consigliere.
Fino al 2020 si verifica un oblio della storia di Natale Gaiba presso gli argentani, se non nelle annuali commemorazioni in municipio, che radunano coloro che sono già a conoscenza della sua esistenza. Con l’uscita del film Oltre la bufera e l’avvicinarsi del centenario della morte di Gaiba si accende una timida scintilla di curiosità, non solo locale: dalla pubblicazione di alcuni articoli sui quotidiani, seppur sotto forma di racconto romanzato22, fino alla creazione di un video YouTube da parte di Gianluca Battisti e Roberto Saletti allo scopo di ricordare il consigliere durante il centenario23. La preparazione delle celebrazioni per i cento anni dalla morte di don Giovanni Minzoni, il 23 agosto 2023, riaccende in parte i riflettori su Natale Gaiba, ma rende la sua storia nuovamente ancillare a quella del parroco. Solo nel 2025 si assiste a un rinnovamento nell’atteggiamento delle istituzioni e della comunità, anche grazie alla creazione del Progetto Natale Gaiba 2025-2028 da parte della Società operaia del mutuo soccorso e il Lions Club argentani. Esso consiste nell’assegnazione annuale di una borsa di studio a un diplomato del Liceo e a uno dell’IPSIA di Argenta (per un totale di 6 borse), a patto che abbiano conseguito una valutazione superiore all’80 e che si iscrivano a un corso universitario24. L’obiettivo è dare alle nuove generazioni la possibilità di contribuire alla società tramite lo studio e la formazione, tenendo presente l’esperienza di Natale Gaiba25. Questa iniziativa è stata accompagnata da incontri di approfondimento storico tenutisi a scuola e conclusisi con quello del 7 maggio, che ha visto la ricostruzione della biografia del consigliere da parte della sottoscritta, con l’introduzione del professore Andrea Baravelli e la viva partecipazione degli studenti del quarto e del quinto anno. Inoltre, si sono tenuti altri due incontri aperti alla cittadinanza, di stampo divulgativo ma metodologicamente rigorosi, dal titolo “Storia, territorio e nuove generazioni”, prevedendo la presentazione delle tesi di laurea della scrivente e della collega Margherita Argentesi26, per mettere a confronto due antifascisti locali: Natale Gaiba e Carlo Zaghi. Le conferenze, presentate dal dottore Gianluca Battisti e dalla professoressa Cinzia Romagnoli, hanno avuto luogo il 14 maggio27 e il 5 settembre28 e hanno riscosso grande interesse nella comunità, creando un precedente positivo per le prossime iniziative. La nuova ondata di attenzione verso Natale Gaiba si palesa anche con il disegno del suo volto sulla cancellata delle scuole elementari del capoluogo, insieme ad altri argentani importanti nel passato.
Fig. 5. Locandina della conferenza “Storia, territorio e nuove generazioni” del 5 settembre 2025, Comune di Argenta, https://www.comune.argenta.fe.it/evento/2025-09-05-storia-territorio-e-nuove-generazioni.
Credo che, con questi presupposti, si possa aprire concretamente una finestra nelle scuole, soprattutto superiori, per creare degli efficaci laboratori didattici che si basino sulla vicenda di Natale Gaiba e aiutino a comprendere a fondo la capillarità della storia nel quotidiano e la possibilità di analizzarla meglio partendo dalle piccole realtà che gli studenti pensano di conoscere come le proprie tasche, ma nascondono vivide immagini di un passato che non è solo memoria e racconto familiare ma anche ricostruzione metodica e realtà29. Così, il caso di Natale Gaiba e di Argenta si configura come un esempio perfetto di microstoria e come modo per ripulire la biografia del socialista dalla patina del santo, restituendogli la dignità di essere umano.
Note
1 I riferimenti biografici riguardo a Natale Gaiba si possono reperire nell’articolo già pubblicato su questa stessa rivista: Anna Chendi, Ricostruire il volto del socialista Natale Gaiba: cosa può ancora dirci «l’antifascista dimenticato»?, in “Clionet”, 2024, vol. 8, https://doi.org/10.30682/clionet2408z. Dettagli inediti si ritrovano in Anna Chendi, Microstoria e metodo biografico: il caso di Natale Gaiba e Argenta, tesi di laurea in Didattica della Storia, corso di laurea magistrale in Scienze Storiche, Università di Bologna, relatore Carlo De Maria, correlatrice Francesca Sofia, a.a. 2024-2025.
2 Dino Mengozzi, La morte e l’immortale: la morte laica da Garibaldi a Costa, Manduria-Roma-Bari, Piero Lacaita Editore, 2000, pp. 20-29.
3 Ivi, pp. 32-35.
4 Ivi, pp. 120-129.
5 Eloisa Betti, Carlo De Maria, Introduzione, in Eloisa Betti, Carlo De Maria (a cura di), Biografie, percorsi e networks nell’Età contemporanea. Un approccio transnazionale tra ricerca, didattica e Public History, Roma, Bradypus, 2018, pp. 5-16.
6 Gian Luigi Paltrinieri, Macrostoria e microstoria: biografia e autobiografia, in Francesca Bisutti, Elisabetta Molteni (a cura di), La corte della Niobe. Il Sacrario dei Caduti cafoscarini, Edizioni Ca’ Foscari – Digital Publishing, 2018, pp. 281-297.
7 Per i riferimenti bibliografici specifici, esaustivi e pedissequi rimando alla tesi magistrale già citata sopra, cioè Chendi, Microstoria e metodo biografico: il caso di Natale Gaiba e Argenta; mi riferisco al capitolo 4.
8 Ibid.
9 Leandro Castellani, Delitto di regime. Il caso Don Minzoni, Roma, Rai – Radiotelevisione Italiana S.p.a., 1973.
10 Marco Cassini, Oltre la bufera, Roma, Controluce Produzione s.r.l., 2019.
11 Apple Podcasts, https://podcasts.apple.com/us/podcast/1-il-preludio-della-rovina-natale-gaiba-e-don-minzoni/id1565824549?i=1000558576928, ultima consultazione: 12 gennaio 2026.
12 Cumbre | Altre Frequenze, https://cumbrealtrefrequenze.com/portfolio/, ultima consultazione: 12 gennaio 2026.
13 Lega Coop Estense, https://www.legacoopestense.coop/memoriedalpopolo/edizione-2023/podcast/, ultima consultazione: 12 gennaio 2026.
14 L’ufficio Secif Gruppo Soelia di Argenta è stato consultato il 13 ottobre 2023 e colloca la deposizione delle salme nel decennio 1940-1949 a concessione perpetua.
15 Lapide commemorativa collocata all’interno della sede del comune di Argenta, in Piazza Garibaldi 1, datata 25 luglio 1963.
16 Daniele Lugli, Fu trucidato dalle squadracce fasciste il 7 maggio 1921. Argenta commemora oggi il martirio di Natale Gaiba, in “Avanti!”, 25 luglio 1963, p. 4.
17 Volantino per la commemorazione di Natale Gaiba, 24 luglio 1965, in Archivio Storico del Psi di Argenta, sezione giovanile (d’ora in poi, ASPA).
18 Gioventù socialista, bollettino a circolazione interna a cura della Federazione giovanile socialista ferrarese, giugno 1962, in ASPA, Registro cassa anno 1978, plico sfuso.
19 [Invito alla cerimonia di commemorazione del 12 maggio e programma delle celebrazioni], alle autorità, 6 maggio 1991, in ASPA, foglio sfuso.
20 Richiesta di partecipazione alle celebrazioni, alla cortese attenzione dell’on. Bettino Craxi, 4 marzo 1991, in ASPA, foglio sfuso.
21 Luciano Casali, Fiorenzo Landi (a cura di), Natale Gaiba: l’antifascista dimenticato, Bologna, Pàtron, 1993, p. 7.
22 Giuseppe Muroni, Socialista scomodo. La notte più nera: Argenta, i fascisti e la morte di Gaiba, in “La Nuova Ferrara”, 24 aprile 2020.
23 https://www.youtube.com/watch?v=ZkL14aiUGq8, ultima consultazione: 18 gennaio 2026. I due autori sono grandi promotori di iniziative culturali e di approfondimento storico nel Comune di Argenta; sono, rispettivamente, funzionario comunale dell’ufficio Associazionismo, sport e Informagiovani e insegnante elementare ed entrambi coinvolti nell’Anpi locale.
24 https://iisap.edu.it/borsa-di-studio-natale-gaiba/, ultima consultazione: 19 gennaio 2026.
25 Che, a propria volta, si è formato con fatica e ha lottato per una forma di assistenza comunale e istituzionale nei confronti del proletariato agricolo.
26 Margherita Argentesi, Carlo Zaghi, giornalista libero tra Resistenza e antifascismo, tesi di laurea in Comunicazione giornalistica, corso di laurea in Lettere – indirizzo moderno, Università di Bologna, relatore Andrea Ropa, a.a. 2022-2023.
27 La storia locale e il valore della memoria storica in due incontri promossi da Anpi Argenta, in “Risveglio Duemila”, 5 maggio 2025, https://risveglioduemila.it/2025/05/la-storia-locale-e-il-valore-della-memoria-storica-in-due-incontri-promossi-da-anpi-argenta/, ultima consultazione: 19 gennaio 2026.
28 Comune di Argenta, https://www.comune.argenta.fe.it/evento/2025-09-05-storia-territorio-e-nuove-generazioni, ultima consultazione: 19 gennaio 2026.
29 Riflessione a cui si è dedicato il paragrafo 4.3 in Chendi, Microstoria e metodo biografico, cit.





