Come citare questo articolo: , La Cgil nel novecento: l’Archivio storico Cgil nazionale dalla carta al web, in “Clionet. Per un senso del tempo e dei luoghi”, 2 (2018) []. http://rivista.clionet.it/vol2/societa-e-cultura/archivi_vivi/romeo-la-cgil-nel-novecento-l-archivio-storico-cgil-nazionale-dalla-carta-al-web. Ultimo accesso 16-07-2018.

1. La Cgil nel novecento, il blog

Anticipato e in costante relazione con la più antica ed omonima pagina Facebook, il blog La Cgil nel novecento (parzialmente riprodotto anche all’interno del quotidiano on line Rassegna.it in forma di rubrica) vuole contribuire a far emergere un’altra storia della Cgil, che non è soltanto quella dei gruppi dirigenti, dei leader, delle grandi lotte e degli appuntamenti decisivi, dei documenti ufficiali, dei congressi e dei direttivi; ma è anche e soprattutto una storia dal “basso”, fatta di gente comune ed esperienze straordinarie, vissute nei territori e nei luoghi di lavoro. L’idea è di costruire le premesse e di raccogliere le fonti per una sorta di storia sociale del sindacato che, in un intreccio di documenti e memorie, possa aiutare a scoprire un mondo sommerso, che opera nell’ombra, lontano dai riflettori dei mass media, in un lavoro quotidiano, individuale e collettivo, fatto di successi e fallimenti, passioni e amarezze, gioie e dolori.

Il blog, vetrina importante verso l’esterno ma anche verso l’interno della struttura essendo la pagina funzionale a progetti di formazione a distanza, suggerisce temi e momenti salienti della storia del sindacato, proponendo l’accesso diretto a documenti digitalizzati e risorse audiovisive presenti sul web passando dal serio al meno serio, tentando, quando possibile, di strappare anche un sorriso. La struttura del materiale posto al centro delle ricerche conferma le caratteristiche tipiche degli archivi sindacali, che sono da una parte quella di riflettere l’articolazione interna delle strutture, la loro evoluzione e le articolazioni delle attività, dall’altra quella di attestare il bisogno di documentazione dei funzionari nello svolgimento del proprio lavoro. Il materiale conservato dall’Archivio storico Cgil nazionale e reso pubblico attraverso strumenti comunicativi diversi comprende in particolare i verbali delle riunioni, i documenti di base preparati per la discussione dei punti all’ordine del giorno delle stesse, le relazioni, gli studi, le ricerche e i documenti elaborati dalla struttura su tematiche specifiche, i testi degli accordi interconfederali e i contratti collettivi nazionali di lavoro, le proposte e gli interventi in sede di formazione delle leggi, i censimenti e le statistiche dei quadri dell’organizzazione, le circolari, gli appunti informativi, la documentazione relativa alle cariche sociali e ancora corrispondenza, note, comunicati stampa, comunicazioni, promemoria e resoconti vari, tutti conservati in Archivio e, attraverso il blog, resi appetibili e fruibili all’esterno. Organizzato in sei serie principali, a loro volta suddivise in ulteriori partizioni, l’Archivio storico della Cgil nazionale ospita al proprio interno un’importante sezione iconografica disponibile anche su Europeana, progetto dal respiro internazionale al quale la struttura partecipa dal 2010.

 

2. Europeana

Una lettura degli archivi in senso orizzontale, con la possibilità di creare metacollezioni di consultazione e di lavoro per superare la frantumazione e la dispersione della documentazione sulla storia del Novecento: è questa la spinta all’adesione da parte dell’Archivio storico Cgil nazionale alla biblioteca digitale, che riunisce contributi da diverse istituzioni dei 28 paesi membri dell’Unione europea in 30 lingue[1]. Un’iniziativa per garantire l’accesso a contenuti digitali eterogenei: libri, film, dipinti, giornali, archivi sonori, mappe, manoscritti, archivi cartacei e fotografici. Non una semplice pubblicazione di inventari informatizzati, ma un sistema informativo articolato, on line dal 2009, che punta alla valorizzazione di archivi pubblici e privati (prodotti e conservati da istituti culturali, imprese, banche, sindacati, associazioni, comunità religiose, singoli intellettuali o politici) attraverso l’adozione di criteri uniformi e metodologie comuni. Un primo passo verso il superamento concettuale di una visione ‘chiusa’ dell’archivio concepito, nell’ottica dello sviluppo della rete, non più come insieme statico e autoreferenziale, ma nel suo rapporto dinamico con archivi complementari.

L’Archivio storico Cgil nazionale[2] partecipa al progetto con le serie Verbali degli organi statutari[3] e Circolari[4] e con il proprio patrimonio fotografico[5], con l’obiettivo di creare un ambiente favorevole al mondo digitale facilitando l’accesso degli utenti ad un ampio ventaglio di risorse dovunque e in qualunque momento. Sono oggi a disposizione degli utenti in file digitalizzato allegato alla scheda documento tutti i verbali degli organismi dirigenti confederali e tutte le circolari confederali dal 1944 al 1986[6] e la Sezione fotografica fino alla Segreteria Lama.

 

3. L’Archivio cartaceo

Formatosi a partire dagli anni immediatamente successivi alla ricostituzione della Cgil unitaria, l’Archivio storico della Confederazione generale italiana del lavoro riceve nel 1980 dalla Sovrintendenza archivistica per il Lazio la dichiarazione di notevole interesse storico. Riceve una integrazione alla dichiarazione di notevole interesse nel 1998 ed un’ulteriore ed ultima integrazione nel 2011. Raccoglie materiali dal 1944 la cui consistenza ammonta a circa 12.000 buste per 1,5 km lineari (di materiale già lavorato).

Completamente riordinato, schedato e reso fruibile agli studiosi fino al 1986, l’Archivio è organizzato in sei serie principali a loro volta suddivise in ulteriori partizioni: Serie Congressi confederali, 1944-1986, fascc. 337; Serie Verbali degli organi statutari, 1944-1986, u.a. 1000 ca. (i verbali sono schedati analiticamente rilevando gli ordini del giorno, i presenti, gli eventuali documenti allegati); Serie Atti e corrispondenza della Segreteria generale, 1944-1986, fascc. 13064 (la serie, reale ossatura dell’Archivio confederale, raccoglie in modo strutturato e omogeneo la documentazione prodotta dalla Cgil nazionale nello svolgimento delle proprie competenze e attività. La documentazione è organizzata per anno sulla base dei diversi titolari di classificazione adottati negli anni dalla struttura confederale. Le carte sono riordinate, inventariate e consultabili); Serie Circolari, 1944-1986, u.a. 4057; Serie Uffici confederali, 1944-1993, fascc. 1150 ca.; Serie Convegni, conferenze, seminari, 1948-1986, voll. 202.

L’Archivio confederale è arricchito dai fondi personali dei segretari generali e generali aggiunti della struttura fino alla Segreteria Trentin. Completano il corpus documentario piccoli fondi di federazioni e sindacati di categoria, anche fascisti, e l’Archivio del Centro studi e formazione sindacale di Ariccia. A tutti questi materiali, riordinati, inventariati e resi fruibili agli studiosi, si aggiunge parte consistente del patrimonio documentario, della Confederazione e non solo, non ancora riordinato per ragioni funzionali diverse, ma in corso o in prospettiva di riordinamento.

 

4. La Sezione fotografica

Acquisita da «Rassegna Sindacale» alla fine degli anni Ottanta e costantemente arricchita da nuove accessioni[7], la sezione fotografica dell’Archivio storico Cgil nazionale comprende circa 5000 buste per un totale di 40.000 fotografie (lavorate) di argomento politico, storico-sociale, di storia del costume e della cultura in particolare italiana. Le immagini, fedele cronaca dei cambiamenti del nostro Paese, coprono un arco temporale esteso, raccontando eventi, paesaggi, mutamenti sociali dall’inizio del Novecento. Si tratta di un notevole apparato iconografico costruito negli anni da «Lavoro», settimanale rotocalco della Cgil dal 1948 al 1962, poi da «Rassegna Sindacale», tuttora rivista della Confederazione[8].

L’Archivio originale presenta le caratteristiche tipiche di un archivio redazionale, connesso e finalizzato alla pubblicazione di un periodico di attualità sociale, politica e culturale. Attraverso le foto in esso conservate, molte delle quali uniscono al valore documentario un intrinseco valore artistico, è possibile avere il quadro dei momenti più significativi dell’attività della Cgil, ma anche di altre organizzazioni sindacali, della storia degli scioperi, delle manifestazioni, delle lotte per i diritti dei lavoratori, dei Congressi, cui parteciparono figure celebri del sindacalismo italiano ed estero. Per la qualità e quantità dei materiali conservati, per la specificità dei soggetti e la rilevanza dei fotografi rappresentati, l’Archivio fotografico Cgil nazionale è tra le massime raccolte fotografiche in ambito sindacale d’Italia. È stato negli anni oggetto di progetti per la conservazione, il restauro, la catalogazione scientifica e l’acquisizione digitale delle immagini per consentire una migliore fruibilità del patrimonio anche attraverso la consultazione a computer. Alla miniatura di ciascuna immagine viene abbinato un elenco di campi in formato testo ridotto, contenente i dati conosciuti tra quelli essenziali (titolo originale o assegnato, data cronica e topica, note alla data, cromatismo e polarità, collocazione, segnatura originale, fotografo o agenzia fotografica, descrizione, note sul contenuto, eventuali pubblicazioni). Ad ogni scheda vengono inoltre associate alcune parole chiave tratte da una lista d’autorità auto-costruita, da utilizzare in fase di ricerca come filtri per selezionare le immagini all’interno del catalogo. Si è scelto di indicizzare, per ogni singola scheda, antroponimi, toponimi ed enti. Nel campo note vengono riportate le annotazioni a margine della foto, avendo digitalizzato esclusivamente il verso delle immagini. Rispetto agli argomenti scelti da «Lavoro» e da «Rassegna Sindacale», funzionali al lavoro quotidiano delle due riviste e senza alcuna pretesa di sistematicità, è stato elaborato un quadro di classificazione per materia che pur rispettando i temi originari ha teso a fornire una struttura organizzata per facilitare sia la fase di schedatura che quella di consultazione. L’elaborazione delle classi principali ha tenuto conto ovviamente degli argomenti già presenti; ogni classe è stata suddivisa in sottoclassi, in alcuni casi con partizioni ulteriori, necessarie rispetto sia alla quantità del materiale fotografico, sia per riorganizzare tematicamente le singole buste. Le principali classi sono: Cgil nazionale, Camere del lavoro, Federazioni di categoria e sindacati nazionali, Cgil-Cisl-Uil, Cisl-Uil, Guerra mondiale, Resistenza, Fascismo, Antifascismo, Problemi sociali e del lavoro, Infortuni sul lavoro, Fabbriche, Calamità naturali, Istituzioni, Partiti politici, Pace, Organizzazioni europee e internazionali, Paesi esteri, Personaggi.

 

5. Le reti, i social, il web

Avere una visibilità web non è oggi soltanto importante, è fondamentale. La comunicazione moderna sta infatti gradualmente abbandonando i canali classici per rivolgersi sempre di più a coloro che utilizzano la rete. In questa prospettiva negli ultimi anni l’Archivio storico della Cgil e la sua Biblioteca hanno lavorato per rendere consultabili on line i propri materiali, conseguendo risultati importanti dei quali l’adesione ad Europeana costituisce solo una parte: l’inventario dell’Archivio storico è consultabile on line fino al 1986[9], è a disposizione degli utenti l’Archivio fotografico[10] della Confederazione, il catalogo della Biblioteca è consultabile in Sbn, su Acnp è a disposizione degli utenti il catalogo dei periodici posseduti.

Dal 2010 l’Archivio storico Cgil nazionale aderisce ad Archivionline[11], progetto promosso nel 2003 dal Senato della Repubblica con l’obiettivo di creare un archivio unico virtuale del patrimonio documentale di personalità politiche, partiti, gruppi parlamentari e associazioni sindacali conservato presso l’Archivio storico del Senato e presso istituti e fondazioni. L’inventario dell’Archivio è consultabile anche attraverso il Sistema informativo unificato per le Soprintendenze archivistiche (Siusa) e il Sistema archivistico nazionale (San)[12].

È in questo milieu che nasce e cresce, con numeri anche importanti e follower di spessore, il blog La Cgil nel novecento. Strizzando l’occhio ai social (twitter, facebook, istagram) e rivolgendosi anche, e direi soprattutto, a giovani e non addetti ai lavori, nel blog non è difficile trovare materiale non strettamente sindacale, a volte anche curioso e divertente. Il 29 gennaio 1952, ad esempio, Ernesto Alberti, colono dell’Appennino bolognese, scrive a Di Vittorio per sottoporgli il progetto di un apparecchio agricolo da lui ideato. Dopo aver invitato la Confederterra a valutare anche tecnicamente la macchina, Di Vittorio risponde all’Alberti sottolineando i pregi dell’apparecchio e consigliandogli di rivolgersi al Consiglio di gestione di qualche fabbrica emiliana per il suo possibile sfruttamento e la sua realizzazione.

Il 13 maggio 1952 Galdino Recchia, maestro di musica di Montemesola (Taranto), invia a Di Vittorio lo spartito di una marcia trionfale a lui dedicata, mentre il fascicolo 170 della serie Atti e corrispondenza 1950 custodisce al proprio interno lo spartito e il testo – presumibilmente inediti – della canzone “Viene il primo maggio” del poeta tarantino Nicola Detimo. Se numerose risultano essere le lettere indirizzate al “papà Di Vittorio” da parte dei bambini, nel 1951 al segretario scrive anche “un prelato che si rivolge a uno degli esponenti più qualificati del Partito Comunista per ottenere che sia scongiurata l’attuazione di una legge iniqua promossa dalla Dc”.

Il fondo personale di Ottaviano Del Turco conserva articoli, interviste, interventi, appunti, dichiarazioni, discorsi, contributi per libri e corrispondenza. All’interno dei fascicoli però troviamo anche bozzetti, schizzi, disegni, vignette umoristiche originali dello stesso ex segretario generale aggiunto della Cgil.

Il fondo personale di Manfredo Marconi, conserva 26 pagine di poesie, anche in romanesco, composte a partire dal 1939, mentre il Fondo Bruno Trentin custodisce la riproduzione di un decreto del Comitato esecutivo della Repubblica romana del 12 febbraio 1849 donato nel 1992 all’allora segretario generale di corso d’Italia da Bettino Craxi, collezionista di cimeli garibaldini et similia.

Se nel 1976 l’Accademia scoponistica italiana omaggia Lama della tessera ad honorem, non mancano odi a lui dedicate o lettere in cui la base femminile apprezza le doti (non solo politiche) del segretario. E non può mancare nemmeno un riferimento al gioco più amato degli italiani: il calcio. L’Archivio fotografico conserva più di un’immagine sul tema. Ricordiamo Di Vittorio che premia i finalisti del torneo di calcio organizzato a latere del primo congresso nazionale confederale (1947) o che stringe la mano a Puskas, capitano della squadra nazionale di calcio dell’Ungheria.
Del resto l’interesse di Luciano Lama verso il calcio è un fatto noto e non isolato: narra la leggenda che Palmiro Togliatti ogni lunedì mattina chiedesse a Pietro Secchia (secondo alcuni si trattava in realtà di Longo), che cosa avesse fatto la Juve il giorno prima; se il malcapitato non aveva la risposta pronta, Togliatti – raccontano sempre i ben informati – usava rimbrottare: “E tu, pretendi di fare la rivoluzione senza sapere i risultati della Juventus?”. I più arditi arrivano a raccontare che “Cos’ha fatto la Juventus?” sia stata la prima domanda del segretario comunista al risveglio dopo l’attentato del 14 luglio 1948.

L’Archivio della Cgil conserva in proposito gli ordini del giorno inviati alla Confederazione in seguito all’attentato al segretario del Partito comunista, così come conserva i documenti relativi ai fatti del giugno-luglio 1960, insieme alle prese di posizione relative ai fatti d’Ungheria dell’ottobre 1956 (l’Archivio conserva, nello specifico, il telegramma di Italo Calvino a Giuseppe Di Vittorio del 28 ottobre 1956; lo scrittore, condividendo la posizione di condanna assunta da Di Vittorio sull’invasione sovietica dell’Ungheria, maturò in quell’occasione la decisione di uscire dal Pci) e in generale tutto ciò che dal Patto di Roma in poi la Cgil nazionale ha prodotto o acquisito nell’esercizio delle proprie funzioni (si segnala, tra le altre cose, il verbale manoscritto di Segreteria del 21 aprile 1978 relativo alla trattativa con i terroristi per l’eventuale rilascio del prigioniero Aldo Moro).

Si tratta, è evidente, di una mole imponente e importante di documentazione che l’Archivio racconta non solo tramite il proprio blog ma anche attraverso le proprie mostre itineranti tra le quali segnaliamo, più recenti, Gli anni Sessanta, la Cgil, la costruzione della democrazia[13] e Luciano Lama, il sindacalista che parlava al Paese[14]. Attraverso le immagini della mostra Bruno Trentin, dieci anni dopo[15] (inaugurata nel suo formato cartaceo a Lecce nella prima de “Le Giornate del lavoro” della Cgil, il 15 settembre 2017, per ricordare Bruno Trentin a dieci anni dalla morte), l’Archivio storico Cgil nazionale è entrato inoltre  a far parte di Google Arts & Culture, piattaforma tecnologica sviluppata da Google – disponibile sul web da laptop e dispositivi mobili, o tramite l’app per iOS e Android – per permettere agli utenti di esplorare opere d’arte, documenti, video e molto altro di oltre 1.000 musei, archivi e organizzazioni che hanno lavorato con il Google Cultural Institute per trasferire in rete le loro collezioni e le loro storie.


Note

1 http://www.europeana.eu/.

2 Cfr. Ilaria Romeo, L’Archivio storico Cgil nazionale: storia, contenuto, struttura, in «Officina della storia», 10 gennaio 2011. Si vedano anche Confederazione generale italiana del lavoro. Inventario dell’Archivio storico (1944-1957), I-II, a cura di Teresa Corridori, Susanna Oreffice, Cristiana Pipitone, Gianni Venditti, Ministero per i Beni e le Attività Culturali - Direzione generale per gli archivi, Roma 2002; Confederazione generale italiana del lavoro. Inventario dell'Archivio storico (1958-1969), a cura di Teresa Corridori, Gianni Venditti, Ministero per i Beni e le Attività Culturali - Direzione generale per gli archivi, Roma 2008; Confederazione generale italiana del lavoro. Inventario dell'Archivio storico (1970-1986), a cura di Teresa Corridori, Ilaria Romeo, Gianni Venditti, Ministero per i Beni e le Attività Culturali - Direzione generale per gli archivi, Roma 2011; I segretari della Cgil: da Luciano Lama a Bruno Trentin, a cura di Ilaria Romeo, Ministero per i beni e le attività culturali, Direzione generale per gli archivi, Roma 2013 e Ilaria Romeo, Confederazione Generale Italiana del Lavoro. La segreteria di Luciano Lama tra documenti d’archivio e percorsi di ricerca (1970-1986), in «Officina della storia», 7 febbraio 2012.

3 Archivio storico Cgil nazionale: disponibili on line i verbali degli organismi dirigenti confederali dal 1944 al 1986, http://storialavoro.wordpress.com/tag/cgil/.

4 Disponibili online le circolari della Cgil dal 1944 al 1986, http://storialavoro.wordpress.com/tag/cgil/.

5 Ilaria Romeo, On line l’Archivio fotografico della Cgil nazionale, in «Il mondo degli archivi», 4 settembre 2013; si veda anche Ilaria Romeo, L’Archivio fotografico Cgil nazionale: contenuto, struttura, consultabilità, in «Officina della storia», 20 dicembre 2013 e Disponibile on line l’Archivio fotografico della Cgil, in http://storialavoro.wordpress.com/tag/cgil/.

6 Verbali del Comitato direttivo, 1944-1986, u.a. 187; del Comitato esecutivo, 1947-1986, u.a. 97; del Consiglio nazionale, 1948-1957, u.a. 2; del Consiglio direttivo, 1960-1962, u.a. 2; del Consiglio generale, 1965-1986, u.a. 21; della Segreteria, 1944-1986, u.a. 700. Le singole unità documentarie sono organizzate in serie annuali e schedate analiticamente rilevando ordini del giorno, presenti, eventuali documenti allegati.

7 Un importante versamento è stato ricevuto da «Rassegna Sindacale» nel gennaio 2017.

8 Nel corso degli anni la Cgil ha poi acquistato raccolte specifiche relative a singoli personaggi (Fondo Bruno Trentin, Fotografo Piero Ravagli) o avvenimenti (Funerali Luciano Lama, Piero Boni,Vittorio Foa, ecc.).

9 http://151.1.148.212/cgil/.

10 http://151.1.148.212/cgilfotografico/.

11 http://www.archivionline.senato.it/.

12 Schede in corso di aggiornamento.

13 Cfr. Gli anni Sessanta, la Cgil, la costruzione della democrazia, a cura di Ilaria Romeo; prefazione di Susanna Camusso, Carla Cantone, Stefania Crogi, Ediesse, Roma 2016.

14 Cfr. Luciano Lama: il sindacalista che parlava al paese, a cura di Ilaria Romeo; prefazione di Susanna Camusso, Ediesse, Roma 2016.

15 Cfr. Bruno Trentin, dieci anni dopo, a cura di Ilaria Romeo; prefazione di Susanna Camusso, Ediesse, Roma 2017.