Rivista di Public History: storie, percorsi, saperi, arti e mestieri

Parliamo di tutto ciò che possa favorire il racconto, l’interpretazione e la comprensione del contemporaneo, facendo da "ponte" tra sensibilità e curiosità diverse. Come l'Associazione che la promuove, la rivista di Clionet è indipendente e autonoma.

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Sommario volume 2 (2018)

In questo numero puoi leggere di: Musei, fotografia e patrimonio urbano con le interviste a Roberto GrandiRoberto Balzani; Letteratura, storia e passato coloniale con una intervista a Carlo Lucarelli; Controcultura e rivoluzione sessuale con un saggio di Pietro Adamo. Nel Dossier curato da Eloisa Betti e Carlo De Maria proponiamo alcuni percorsi tra Fotografia, storia e archivi. Parliamo di deindustrializzazione con un documentario su Sesto San Giovanni e un intervento di Gilda Zazzara sulla Smockestack nostalgia. Continuiamo a occuparci del Museo del quotidiano di Ettore Guatelli a Ozzano Taro con l'intervento di Cristina Ghirardini che fa seguito a quello di Francesco Paolella. Nelle rubriche affrontiamo temi relativi a Economia solidale, Obiezione di coscienza e rapporti tra Sport, potere e società con gli interventi di Di Maria e Degli Esposti e una intervista a Sandro Solinas. Ci occupiamo di Storia e discorso politico contemporaneo e di Storia e memoria della Germania orientale. Commentiamo  un disco necessario di Flavio Giurato sul presente delle migrazioni, una mostra su Vivian Maier, i romanzi storici di Luigi Guarnieri e le Web-serie della Treccani su Resistenza e antisemitismo. Riascoltiamo Neil Young con Alessandro Luparini e riscopriamo una pellicola del 1976 con Domenico Guzzo: “Signore e Signori, buonanotte”, sull’infinita crisi della Repubblica italiana. Riflettiamo con Cantarelli sulla scomparsa delle edicole. Proponiamo, inoltre, spunti di ricerca e didattica su Storia del lavoroOtto Marzo, Uso politico del corpo femminile, Cinema e mascolinità, Teatro popolare e sulla storia corale delle “paltadore” modenesi. Confermiamo il nostro interesse per ogni genere di archivio: Archivi sonori e storia orale, Archivi sindacali e Archivi anticlericaliArchivi videoludici e Archivi audiovisivi. Percorsi nello spazio, nel tempo e nelle arti in Asia centrale con lo zaino in spalla, alle origini dello Stato di Israele secondo le tavole di Marvano, nei miti e nella realtà della cucina provenzale e di quella valenciana, nella Toscana mezzadrile, nel paesaggio industriale di Siracusa, nelle architetture e nelle memorie di Fertilia in Sardegna, nella Ravenna fascista e nella Forlì anni '70, nei teatri diffusi del Mantovano. Tutto questo e forse qualcosa in più nelle nostre rubriche di Società e cultura: Rock & Pop, Fumetto/Graphic Novel, Architettura, Teatro, Cinema, Documentario, Fotografia, Narrativa, Diari di viaggio, Terra e agricoltura, Paesaggi, Mestieri, Storie di paese, Clio & Eva, Archivi vivi, Mondi digitali, Polis, Lavoro, Spazio Europa, Sport e società, Cibo e cultura. Nuovi contenuti saranno pubblicati a settembre. Se non l'hai ancora visto, consulta anche il Volume 1 (2017).

Indice completo

I. L’intervista

, Fotografia, musei e patrimonio: uno sguardo integrato tra pubblico e privato

Una immagine non ha mai una sola interpretazione. La fotografia è un frame preceduto da qualcosa e seguito da qualcos’altro che qualcuno, per una ragione spesso non esplicitata, ha cristallizzato in una immagine. E qui, in questa immagine c’è una sovrabbondanza di senso. Se per lo storico la fotografia rimanda, anche se in maniera non ingenuamente meccanicistica, alla realtà storica, per un narratore è qualche cosa di più. La narrazione tiene conto della documentazione fotografica, ma ne privilegia le assenze, le ambiguità, i bordi. Si tratta di un aspetto interessante anche per chi deve narrare le collezioni permanenti dei musei; narrare le molte storie che stanno all’interno di una determinata immagine è una grande opportunità. La public history si muove su questo crinale del verosimile, dialogando con gli spazi e con i luoghi. Unendo queste percezioni con altre possibili chiavi di lettura possono nascere progetti interessanti: partire da una immagine fotografica per creare un grande storytelling. Importante è rendere le persone consapevoli che una immagine racconta molte più cose di quelle che percepiamo ad una prima visione. Questa consapevolezza aiuta le persone a pensare che la visione di una immagine presuppone un processo critico e se veniamo formati a questa modalità di fruizione critica la ricaduta è sicuramente positiva per la società.

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III. Società e cultura

Fotografia
, La fotografa ritrovata: Vivian Maier
Narrativa
, Luigi Guarnieri: letteratura e storia
Diari di viaggio
, Asia centrale, primavera 2015
Clio & Eva
, Otto marzo: Quante storie? Quale Storia?
Spazio Europa
, La Ddr tra storia e memoria
Cibo e cultura
, La cucina provenzale: mito e realtà
Cibo e cultura
, ¡Paella asesina!