Rivista di Public History: storie, percorsi, saperi, arti e mestieri

Parliamo di tutto ciò che possa favorire il racconto, l’interpretazione e la comprensione del contemporaneo, facendo da "ponte" tra sensibilità e curiosità diverse. Come l'Associazione che la promuove, la rivista di Clionet è indipendente e autonoma.

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Sommario volume 4 (2020)

L'intervista a Marco De Paolis di Eloisa Betti e quella a Serge Noiret di Tito Menzani; i due Dossier dedicati a Cinema e miracolo economico e alla vita e alle carte d'archivio dell'anarchico Ugo Fedeli. E poi le rubriche, con Cristian Adamo che ci parla del progetto Jazz is Dead, nel quadro dei mutamenti della musica afroamericana tra XX e XXI secolo, e con Marco Colacino che rilegge il testo di Camillo Berneri su Mussolini Grande Attore; proseguiamo con la storia raccontata a teatro in una esperienza ravennate del Teatro delle Albe descritta da Laura Orlandini, la quale recensisce anche una bella ricerca dedicata all'anarchica spagnola Lucía Sánchez Saornil, al tempo della guerra civile. Proseguiamo con l’ultimo romanzo di Remo Rapino commentato da Alberto Gagliardo e con un un diario di viaggio nella Birmania occidentale attraverso il quale Raimondo Catanzaro e Luisa Cigognetti posano uno sguardo in presa diretta sui conflitti tra lo Stato birmano, i nazionalisti rakhine e la minoranza rohingya. Dedichiamo, inoltre, attenzione alla scuola al tempo del Covid-19 (Francesca Cozza), al rapporto tra didattica della storia e public history (Chiara Martinelli) e, come sempre, agli archivi, ad esempio con Monica Emmanuelli (l’International Bomber Command Centre e la memoria controversa dei bombardamenti britannici durante la Seconda guerra mondiale) e Paola Boccalatte (il progetto Tracce NOTAV, tra i più significativi esempi italiani di Rapid-Response Collecting). E ancora: Carlo Arrighi collega il passato al presente e riflette sul binomio oppositivo Noi e i barbari per rivelare alcune radici profonde del dibattito pubblico sull'immigrazione extracomunitaria; Clarissa Salvatore ci parla di The 1619 Project, il progetto di public history lanciato da "New York Times Magazine" in occasione del quattrocentesimo anniversario dell’arrivo dei primi schiavi africani a Jamestown (Virginia); Rossella Roncati ci fa immergere nella complessità culturale di Taiwan per la nuova rubrica "Scenari globali"; Maria Giovanna Stasolla ci parla di alimentazione e cultura nel mondo dell'Islam. Non è finita qui, tanto altro ti aspetta scorrendo l'Indice generale... Se non li hai ancora visti, consulta anche i numeri precedenti: Volume 1 (2017), Volume 2 (2018) e Volume 3 (2019).

Indice completo

I. L’intervista

, Tra giustizia e storia: la “riscoperta” delle stragi nazi-fasciste, le indagini e i processi

A partire dalla realtà di tanti crimini e dalla scoperta incredibile che non vi era stata nessuna risposta giudiziaria, è iniziato un percorso professionale e umano tutt'altro che semplice. Da un lato, c’era la consapevolezza della doverosità e dell’obbligo di procedere, perché la legge prevede l’obbligo dell’esercizio dell’azione penale, per il pubblico ministero. Dall’altro, c’era l’esperienza di quasi tutti gli altri uffici giudiziari dove non c’era stato nessun processo e nessuna indagine. Una situazione nella quale si è rivelata appieno l'importanza delle associazioni e dei comuni che sul territorio mantengono viva la memoria, veri e propri puntelli, sostegni morali e psicologici per le indagini, come nei casi di Marzabotto e Sant’Anna di Stazzema.

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II. Dossier

Un miracolo economico di celluloide. Cinema e società italiana negli anni del boom

DOSSIER II/1. Un miracolo economico di celluloide. Cinema e società italiana negli anni del boom

A cura di Gianfranco Miro Gori e Carlo De Maria


Carte e biografie del Novecento: il caso di Ugo Fedeli

DOSSIER II/2. Carte e biografie del Novecento: il caso di Ugo Fedeli

A cura di Antonio Senta


III. Società e cultura