Come citare questo articolo: , Note su educazione in natura e pedagogia del bosco, oggi, in Italia, in “Clionet. Per un senso del tempo e dei luoghi”, 2 (2018) []. http://rivista.clionet.it/vol2/societa-e-cultura/scuola/balsamini-note-su-educazione-in-natura-e-pedagogia-del-bosco-oggi-in-italia. Ultimo accesso 16-02-2019.

La pedagogia del bosco

La “pedagogia del bosco”, intesa come esperienza organizzata di educazione in natura, è nata in Danimarca negli anni Cinquanta e si è successivamente allargata al Nord Europa, in paesi dove il contatto con la natura è tradizionalmente visto come un fattore importante per la qualità della vita. In Italia è approdata solo da alcuni anni, sospinta dall’esempio dell’Asilo nel bosco di Ostia Antica, aperto nel 2014, che ha dato impulso alla nascita di diversi altri progetti analoghi[1]. Sulla base di una prima rete informale di simili realtà educative, nel febbraio 2017 è stato ufficialmente fondato il Comitato promotore per l’educazione in natura, con l’obiettivo di strutturare e organizzare il percorso collettivo già avviato e di promuoverlo verso l’esterno.

Il punto di partenza è la condivisione di esperienze e riflessioni per poter ragionare insieme su quale significato abbia l’educazione in natura, oggi, in Italia. Per “educazione in natura”, o outdoor education, si intende infatti un modello non rigidamente definito ma aperto a un ampio ventaglio di possibilità, tutte che privilegiano l’ambiente esterno come contesto educativo e valorizzano un approccio esperienziale all’apprendimento, favorendo una crescita dei bambini non solo cognitiva ma anche emotiva, fisica e relazionale. Gli elementi in comune tra le diverse esperienze aderenti al Comitato sono stati suggestivamente tratteggiati nel Manifesto per l’educazione in natura, in dieci incisivi punti:

  1. VIVI nel momento presente; nell’avventura; nella natura incontaminata; nella comunità educante.
  2. ASCOLTA il silenzio; la natura; l’altro.
  3. ACCOGLI la varietà; le stagioni; l’imprevisto; gli errori.
  4. EMOZIONATI con le piccole cose; con lo scorrere delle stagioni; con la gioia di vivere; con tutto ciò che sei.
  5. FIDATI di te stesso; della natura; degli altri; del tuo istinto.
  6. GIOCA selvaggio; sporcandoti; emozionandoti; con gli altri.
  7. RALLENTA le tue giornate; al ritmo della natura; al tempo dell’incontro; al tuo ritmo.
  8. SCOPRI il tuo mondo; i tesori della terra; i limiti; i tuoi talenti.
  9. RISCHIA per sbagliare e imparare; per misurarti nell’ambiente; per crescere insieme; per sfidare te stesso.
  10. AGISCI libero; consapevole; vivace; leggero.

 

Libertà e autonomia

Come affermano le fondatrici ed educatrici di Maestra Natura di Urbino, progetto attivo dal 2017 per accompagnare quotidianamente i bambini da uno a sei anni nell’esperienza in natura, membro fondatore del Comitato nazionale, «i due concetti fondanti della nostra pedagogia, della pedagogia del bosco, sono libertà e autonomia»[2].

La libertà è anzitutto uno stato d’animo, è il clima che si respira quotidianamente e che viene immediatamente percepito. È una libertà sostenuta da regole di buon senso e di sicurezza di base, a partire dal rispetto per l’altro e per la natura. Sono regole che l’educatore condivide con i bambini e che vengono da questi istintivamente interiorizzate, proprio perché elaborate con loro e non contro di loro a tutela delle ansie degli adulti. Anzi, in quello che è diventato uno dei simboli della pedagogia del bosco italiana, ossia il cartellone in legno che accoglie piccoli e grandi ospiti all’Asilo nel bosco di Ostia, la prospettiva viene efficacemente ribaltata chiarendo cosa non è vietato fare. Mettendo in crisi il “senso comune” che affligge molte scuole dell’infanzia, le scritte tracciate a pennello bianco avvisano che

in questo piccolo pezzo di mondo non è vietato
giocare a palla / sporcarsi
saltare sulle balle / giocare con l’acqua
salire sugli alberi / urlare di gioia
ridere a crepapelle / andare nelle pozzanghere.

Gli ampi margini di autonomia sono poi un ottimo modo per accrescere l’autostima e la percezione del sé e i bambini degli asili nel bosco li sperimentano in ogni aspetto della loro giornata, dalla vestizione al pranzo, dal gioco libero ai conflitti, immersi in una molteplicità di stimoli che non devono essere necessariamente previsti o preparati dagli adulti.

Altro cardine educativo è l’esperienza diretta, necessaria per apprendere e per crescere, con tutti i rischi e i pericoli connessi, sicuramente maggiori per chi scorrazza in un bosco e si arrampica sugli alberi rispetto a chi resta seduto a un banco a colorare fotocopie. Ma dietro ogni rischio si nasconde un’opportunità: «dal nostro punto di vista – sostengono le educatrici di Maestra Natura – i rischi non vanno eliminati, vanno invece fatti conoscere al bambino in modo che li possa affrontare, così come li affronterà nella vita».

Tutto questo passa necessariamente per uno stretto legame tra i responsabili del progetto educativo e le famiglie. Chi partecipa, infatti, non si limita a iscrivere i propri figli a una sorta di scuola alternativa, delegando ad altri la gestione delle loro giornate, ma prende parte in maniera diretta e attiva alla vita di una “comunità educante” in cui tutti sono protagonisti, dove educatori e genitori, bambini e adulti crescono insieme nello scambio reciproco e nel rispetto della libertà di ognuno.

 

Il Libro verde sull’educazione in natura

La prima concreta realizzazione del Comitato è stata il Libro verde sull’educazione in natura, presentato ufficialmente a Firenze a ottobre 2018 in occasione della fiera Didacta, all’interno dello stand “Tutta un’altra scuola”. Si tratta di una raccolta di esperienze utile ad abbracciare una coralità di punti di vista intorno al concetto di “educazione in natura”, per andare alla scoperta dei fondamenti che sottostanno a una pluralità di manifestazioni educative (in contesto rurale, selvaggio o urbano, di tipo sporadico o permanente, provviste di un locale-rifugio al coperto o prive di qualunque struttura fissa, sotto forma di associazione o di “scuola”, ecc…), verificare quali siano i punti di contatto e descrivere il contesto di riferimento di una realtà ancora in divenire: «educare in natura è ancora un atto polisemico e con tanti significati per cui non sentiamo di possedere tutte le risposte e le declinazioni»[3].

Il Libro verde rappresenta dunque la ricchezza e il fermento culturale che da qualche anno agita queste realtà educative, ponendosi come strumento di dibattito preliminare alla scrittura di un Libro bianco in cui verrà espressa la sintesi del “chi siamo e cosa facciamo”. I suoi capitoli centrali contengono una selezione delle diverse risposte a una serie di domande relative ad alcuni concetti chiave. Alle realtà del Comitato è stato chiesto di definire il significato di educazione in natura («Definizione»), di citare gli autori e le idee che sono stati fonte d’ispirazione nella definizione del proprio progetto («Principi ispiratori», tra gli autori citati troviamo le sorelle Agazzi, Freire, Fröbel, Korczak, Malaguzzi, Montessori, Pestalozzi, Rousseau, Steiner, Zavalloni e altri), di descrivere le diverse pratiche conosciute di outdoor education («Modelli di riferimento»), di illustrare perché abbia senso portare sempre e comunque i bambini all’aria aperta e quali sono i vantaggi di questa pratica («Significatività»), infine di riflettere sulle interazioni con le famiglie e sulle relazioni con il modello educativo generale degli istituti scolastici («Relazioni»).

 

Il bosco e la scuola

Una sfida che attende la pedagogia del bosco è quella di allargare il proprio sguardo fino a comprendere la fascia di età corrispondente, almeno, alla scuola primaria. Sperimentazioni italiane in questo senso esistono già, come la Scuola nel bosco di Ostia (connessa all’Asilo nel bosco) o le Elementari nel bosco di Fiesole, altre sono in fase di incubazione e, probabilmente, partiranno come naturale proseguimento degli asili nel bosco nati e cresciuti in questi ultimi anni. Così, ad esempio, lasciano intendere le educatrici di Maestra Natura di Urbino rispondendo alla domanda che molti genitori si pongono sul momento di passaggio verso le aule scolastiche: questi bambini saranno pronti?

Pensiamo che avranno moltissimi strumenti a loro vantaggio. Il fatto di avere vissuto serenamente senza imposizioni, di avere raggiunto una buona autostima e il massimo di autonomia possibile, sono tutti fattori di ricchezza per una persona, che la aiuteranno in tutte le situazioni future, anche nell’affrontare il magone dei banchi di scuola. Inoltre, un grosso scoglio di molti bambini che devono andare alle elementari, che magari sono già avanti con le capacità di scrivere e altro, è l’aspetto emotivo, la fragilità emotiva. Ci sono bambini che non sono pronti di fronte a una frustrazione, di fronte ai voti e ai giudizi. E poi… in realtà stiamo studiando di allargare il progetto Maestra Natura anche alla fascia di età della scuola primaria, continuando a favorire le inclinazioni personali di ogni bambino, all’aria aperta, senza voti, senza attività imposte[4].

È grazie a esperienze e persone come queste, come quelle che compongono il Comitato promotore per l’educazione in natura, se stiamo assistendo a un progressivo cambiamento culturale in ambito educativo, diretto a ritrovare il senso dello stare in natura come condizione fondamentale per una crescita equilibrata e consapevole, affinché l’ambiente naturale non sia più percepito come un luogo da attraversare il più velocemente possibile per raggiungere posti chiusi, iperprotetti, igienizzati e controllati, ma come ambiente di vita e di apprendimento.

La loro azione sarà veramente efficace se saranno capaci di non chiudersi in un mondo parallelo rispetto alla scuola pubblica ma, al contrario, se riusciranno nell’impresa – non facile – di contaminarla per sospingerla ad aprire le aule e ripensare in positivo il suo rapporto con la natura. Allo stesso tempo dovranno essere ispiratori in molti adulti e genitori di un profondo cambio di mentalità che tolga dal piedistallo i “buoni voti” e li porti a riconsiderare il ruolo della scolarizzazione all’interno della società, nonché le più autentiche finalità dell’apprendimento:

siamo convinti – afferma Paolo Mai, fondatore ed educatore dell’Asilo nel bosco di Ostia – che gli alunni che faranno questo percorso avranno successo anche nelle esperienze scolastiche successive ma ci teniamo a sottolineare che il nostro scopo principale non è quello di prepararli alle medie, al liceo, all’università o ad una futura occupazione ma quello di fornire loro le competenze che saranno per loro utili nella vita[5].

 

Bibliografia essenziale

  • Richard Louv, L’ultimo bambino nei boschi: come riavvicinare i nostri figli alla natura, Milano, Rizzoli, 2006.
  • Albertina Oliverio, Anna Oliverio Ferraris, A piedi nudi nel verde: giocare per imparare a vivere, Firenze, Giunti, 2011.
  • Lena Gruener, Piccole voci nel bosco: bambini che apprendono, crescono e vivono nella natura. La scuola dell’infanzia nel bosco e il progetto di sperimentazione in Emilia Romagna, tesi di laurea, relatrice prof.ssa Michela Schenetti, Università degli studi di Bologna, Facoltà di Scienze della Formazione, a.a. 2011/12. Online: https://lascuolanelbosco.fondazionevillaghigi.it/wp-content/uploads/2012/10/piccole-voci-nel-bosco-tesi-di-lena-gruener.pdf
  • Monica Guerra (a cura di), Fuori: suggestioni nell’incontro tra educazione e natura, presentazione di Cheryl Charles, Milano, Franco Angeli, 2015.
  • Michela Schenetti, Irene Salvaterra, Benedetta Rossini, La scuola nel bosco: pedagogia, didattica e natura, Trento, Erickson, 2015.
  • Emilio Manes, L’asilo nel bosco: un nuovo paradigma educativo, [Roma], Tlon, 2016.
  • Francesca Durastanti et al., Agrinidi, agriasili e asili nel bosco: nuovi percorsi educativi nella natura, Firenze, Terra Nuova, 2016.
  • Comitato promotore per l’educazione in natura, Libro verde sull’educazione in natura, ed. provvisoria, 2018. (In corso di pubblicazione).
  • Comitato Promotore per l’Educazione in Natura, http://educazioneinnatura.org/ 

Note

1 Cfr. Emilio Manes, L’asilo nel bosco: un nuovo paradigma educativo, [Roma], Tlon, 2016. http://www.asilonelbosco.com. Altre sperimentazioni erano state avviate anche in anni precedenti alla fondazione dell’Asilo nel bosco di Ostia, come il progetto L’Albero drago di Pomino (FI) e alcuni agriasili dai primi anni Duemila.

2 L’Albero Maestro. Una realtà di “pedagogia del bosco” a Urbino, intervista di Luigi a Nicoletta e Serena, “Malamente”, 2018, n. 12, pp. 51-64; online: https://malamente.info/2018/10/26/maestra-natura-urbino.

3 Comitato promotore per l’educazione in natura, Libro verde sull’educazione in natura, edizione provvisoria, stampata in proprio, settembre 2018, p. 35.

4 L’Albero Maestro. Una realtà di “pedagogia del bosco” a Urbino, cit.

5 http://www.tuttaunaltrascuola.it/ostia-asilo-e-scuola-nel-bosco.