Memoria per il futuro. Un anno di attività didattica del comitato regionale per le onoranze ai caduti di Marzabotto

Memory for the future. One year of didactic activity by the Regional committee for honors to the victims of Marzabotto

In apertura: Tito Menzani durante lo svolgimento di un laboratorio sulla Costituzione in una classe quinta della scuola primaria (aprile 2022).

L’educazione è l’arma più potente che si possa usare per cambiare il mondo.
Nelson Mandela

Il Comitato regionale per le onoranze ai caduti di Marzabotto è un soggetto nato per iniziativa della società civile e con il sostegno delle istituzioni, per coltivare la memoria della strage di Monte Sole, perpetrata dai nazifascisti tra la fine di settembre e l’inizio di ottobre del 1944 e costata la vita a 770 persone. Inoltre, il Comitato ha lo scopo di mantenere vivo e di onorare il ricordo delle vittime e di promuovere e diffondere gli ideali di libertà, di pace, di democrazia, di giustizia sociale, di cooperazione e di solidarietà internazionale. Nacque nel secondo dopoguerra, inizialmente come organismo occasionale, funzionale a progetti specifici – l’ottenimento della medaglia al valore (1949) e l’inaugurazione del sacrario (1961) – per poi diventare permanente in occasione del XX anniversario della strage (1964). Nel 1982, principalmente per iniziativa di Dante Cruicchi, all’epoca sindaco di Marzabotto, e successivamente a lungo presidente del Comitato1, una legge regionale2 ne istituzionalizzò la funzione, creando le premesse per un allargamento della base associativa. Nel 2017, infine, un’apposita legge nazionale3 sui luoghi di memoria ha consentito l’espansione dell’attività.

Da circa quattro anni, il Comitato regionale per le onoranze ai caduti di Marzabotto si è attrezzato per svolgere nelle scuole e più in generale nel territorio un’attività di carattere didattico, sia autonomamente che in sinergia con altre organizzazioni che si occupano di temi e progetti similari (Istituto Parri, Scuola di Pace, Network nazionale dei luoghi della memoria, Comuni del comprensorio di Monte Sole, Spi-Cgil, eccetera). L’obiettivo è strettamente di carattere educativo. Ovvero si vuole coltivare anche fra le nuove generazioni la memoria dell’eccidio di Monte Sole e avvicinarle ai principi e ai valori della Costituzione repubblicana: la democrazia, la giustizia sociale, la pace, l’antifascismo, l’inclusione, la solidarietà. Si tratta di un impegno ampio e articolato; in questo contributo si dà conto di quanto fatto nell’anno scolastico 2021-2022.

Prima di entrare nel merito, occorrono due considerazioni preliminari. La prima è che l’ultimo anno è stato nuovamente falcidiato dal Covid-19, il quale si è ripercosso negativamente a livello scolastico, con chiusure, didattica a distanza (dad), limitazioni e criticità di vario genere. L’attività messa in campo dal Comitato all’interno delle scuole ha sempre rispettato in maniera rigorosa tutte le norme e, in assenza di esse, dei principi di prudenza e di buon senso. Nonostante le criticità determinate dalla pandemia – che soprattutto fra dicembre e febbraio hanno imposto rinvii, annullamenti e interruzioni –, in generale si può convenire che si sia riusciti a condurre a termine tutti i progetti che si erano preventivati a settembre 2021.

La seconda considerazione riguarda l’aumento del volume di attività didattiche che il Comitato ha portato avanti. Ovvero il presente anno scolastico è stato contraddistinto da un’importante espansione, che ha consentito di intercettare un più elevato numero di bisogni formativi e di coinvolgere sempre più studenti e insegnanti. Questa crescita è stata possibile grazie al lavoro di networking messo in campo nell’anno 2020-2021, riferito a soggetti partner, ma anche e soprattutto a istituti comprensivi e dunque ai plessi scolastici. Le relazioni allacciate nel corso del tempo sono così maturate in collaborazioni profittevoli e virtuose.

Nel giugno 2021 il Comitato e l’Istituto Parri hanno elaborato congiuntamente un Piano di offerta formativa (Pof) specifico per le scuole primarie e secondarie di primo grado del comprensorio di Monte Sole (IC di Marzabotto, IC di Vado-Monzuno, IC di Vergato-Grizzana)4. Tale Piano è stato il frutto di una convenzione fra i due soggetti e di un lavoro di coprogettazione di un curricolo verticale, con laboratori didattici specifici per ogni tipologia di classe, dalla prima primaria alla terza media.

Questa è stata l’attività didattica sulla quale il Comitato ha investito più tempo e più risorse, perché centrale rispetto agli obiettivi richiamati in apertura. I risultati sono stati importanti. Sono stati svolti laboratori in 50 classi, per un totale di 120 ore, con il coinvolgimento di quattro diversi operatori. Indicativamente si sono raggiunti quasi 1.000 studenti e si è collaborato con circa 80 insegnanti. Dato il particolare momento storico, tra i laboratori più richiesti e apprezzati ricordiamo quelli inerenti alla pace e all’illustrazione dei principi fondamentali della Costituzione.

Nell’ambito della convenzione tra Comitato e Istituto Parri, si è anche ragionato per proporre un corso di aggiornamento agli insegnanti di Monte Sole. Constatata l’impossibilità di trovare una sede unica e un orario che andasse bene al corpo docente dei diversi plessi di vario ordine e grado, si è deciso di approntare due corsi rivolti essenzialmente agli insegnanti della scuola secondaria di primo grado, uno con sede presso la Casa della cultura e della memoria di Marzabotto e uno con sede presso la Biblioteca «Giorgio Celli» di Vado. L’idea di base era spiegare ai docenti le dinamiche dell’eccidio di Monte Sole e le conseguenze sul piano civile e della memoria; il ragionamento di partenza è che chi insegna una qualunque disciplina nel comprensorio in questione dovrebbe necessariamente conoscere la specificità storica di questo territorio. E dato che più della metà degli insegnanti viene da altre zone, spesso addirittura da altre regioni, era importante intervenire su questo bisogno formativo.

Il buon esito di queste prime esperienze ha indotto alcuni Istituti comprensivi a richiedere l’attivazione di corsi analoghi per altri docenti. Nello specifico, uno per insegnanti della scuola dell’infanzia (tenuto nella biblioteca di Vado) e due per insegnanti della scuola primaria (tenuti rispettivamente nel plesso Bambini del ’44 di Marzabotto e nella biblioteca di Vado).

Complessivamente, si sono formati circa 75 insegnanti, per un totale di 30 ore di lezione, tenute da Filippo Ferrara, Tito Menzani, Agnese Portincasa, Davide Sparano e con la partecipazione di Valter Cardi e Andrea Marchi. Ma soprattutto, dalle interlocuzioni con gli insegnanti sono emerse ulteriori esigenze e possibilità di collaborazione, che probabilmente porteranno a nuove attività di questo genere nell’anno scolastico 2022-2023.

Veniamo ora a illustrare alcuni progetti speciali. In occasione di quei giorni dell’anno contraddistinti da un valore simbolico civile particolare, il Comitato si è proposto come interlocutore delle scuole per co-progettazioni specifiche. In particolare, sono stati tre i momenti di questo tipo: il Giorno della memoria (27 gennaio), il Giorno del ricordo (10 febbraio) e l’Anniversario della Liberazione d’Italia dal nazifascismo (25 aprile).

All’atto pratico, si sono tenute le seguenti attività. Nel Giorno della memoria si è realizzato un collegamento streaming con alcuni plessi, per dare visibilità a quelle classi – in particolare delle scuole secondarie di primo grado – che avevano realizzato progetti specifici: esposizioni con power point, saggi musicali e simili. In occasione del Giorno del ricordo, invece, si è organizzata una lezione in streaming di Andrea Marchi, che ha spiegato agli studenti delle classi collegate i fatti storici delle foibe e dell’esodo giuliano-dalmata. Infine, per l’Anniversario della Liberazione si è suggerita la lettura di alcuni racconti5 e la conseguente realizzazione di video, power point e altre simili rielaborazioni.

I prodotti di questo genere più interessanti e meritevoli, elaborati dalle classi in occasione del 27 gennaio e del 25 aprile, sono stati acquisiti e inseriti nell’archivio del Comitato. In più, a mo’ di riconoscimento per il lavoro svolto e di sostegno ad attività di questo tipo, sono stati erogati alcuni piccoli premi in denaro agli Istituti comprensivi coinvolti, per l’acquisto di libri o di altro materiale didattico.

Nel corso dell’anno scolastico ha finalmente trovato spazio il progetto «Fiumi di carta», co-progettato dal Comitato insieme con lo Spi-Cgil nel corso del 2020-2021 e più volte ricalendarizzato per via del Covid-19. Si tratta di un percorso didattico incentrato su aspetti concreti e simbolici della vita di una comunità, per valorizzare ed elaborare elementi di storia del lavoro e del territorio, attraverso approfondimenti sulle vicende della cartiera di Lama di Reno. Quest’ultimo stabilimento produttivo, oggi non più operativo, in passato ha dato lavoro fino a 500 persone. E quindi è stata una fabbrica che ha contribuito a modificare e sviluppare il contesto nel quale era insediata, rappresentando un punto di riferimento imprescindibile, tanto da essere oggi un elemento non solo della storia ma anche della memoria della comunità locale.

Il progetto ha coinvolto le classi terze medie della scuola di Marzabotto, per un totale di circa 70 studenti e sei insegnanti. Ogni classe ha svolto in aula quattro ore di laboratori su temi di storia e di educazione civica e poi ha visitato Lama di Reno e l’area dell’ex stabilimento, nel frattempo interessata da investimenti del Piano nazionale di ripresa e resilienza (Pnrr). Infine, presso la Casa della cultura e della memoria di Marzabotto si è tenuto un evento finale di restituzione, durante il quale gli studenti hanno raccontato con l’ausilio di immagini il percorso svolto. L’evento era aperto a genitori, amici, parenti e alla cittadinanza tutta e ha visto la partecipazione della sindaca Valentina Cuppi. Il “Corriere di Bologna” ha dedicato a questo progetto un lungo articolo6.

Passiamo ora a un aspetto a cavallo tra educazione e solidarietà. Tra la fine dell’inverno e l’inizio della primavera, con lo scoppio della guerra in Ucraina, si è palesato il problema dell’accoglienza dei profughi. L’arrivo di persone dalle zone di guerra – in particolare donne e minori – ha imposto alle istituzioni la necessità di predisporre un adeguato piano per affrontare l’emergenza. Il Comitato si è messo a disposizione degli Istituto comprensivi che hanno accolto, nelle varie classi, bambini e bambine in fuga dalle zone del conflitto.

Si trattava per lo più di persone giunte in Italia senza quasi nulla e dunque bisognose di libri, quaderni e altri materiali di cancelleria, ma soprattutto completamente ignari della lingua italiana e dunque con oggettive difficoltà di comunicare in classe con insegnanti e compagni. Nello specifico, a seguito della richiesta dell’IC di Vergato-Grizzana, il Comitato ha pagato l’attività di una mediatrice linguistica che ha supportato l’inserimento di due sorelle ucraine, in una scuola del territorio, accompagnandole fino alla conclusione dell’anno scolastico.

L’importante attività didattica messa in campo dal Comitato nelle scuole del comprensorio di Monte Sole, sintetizzata nel Piano di offerta formativa citato in apertura, ha avuto una eco anche al di fuori dei tre IC coinvolti. In particolare, alcune scuole hanno dell’Appennino bolognese preso contatto con il Comitato per vagliare la possibilità di fruire di alcuni laboratori didattici, in particolare quelli dedicati alla Costituzione italiana e pensati per le quinte della primaria. L’interlocuzione ha avuto seguito e tre classi hanno fruito di tale attività, per un totale di circa 65 alunni: contestualmente si è preso contatto con le insegnanti e con il dirigente scolastico, in prospettiva di una nuova collaborazione per il 2022-2023.

Sempre in prospettiva futura, si sta ragionando per estendere l’attività didattica agli Istituti superiori. Nell’area appenninica della provincia di Bologna ce ne sono sei: a Porretta, a Sasso Marconi, a Castiglione dei Pepoli, a Vergato, a Monghidoro e a Loiano. Essi includono vari indirizzi – liceali, tecnici, professionali – e rappresentano un presidio importante per gli investimenti in istruzione e cultura nella zona montana. In prospettiva, l’obiettivo è proporre delle attività didattiche anche a questi studenti, in fascia di età 14-19 anni. È attualmente allo studio un progetto di questo genere con l’Istituto Parri. Nel corso dell’anno scolastico 2021-2022 si sono create alcune premesse per sviluppare questo genere di attività a partire dall’autunno del 2022, e si è cominciato a prendere contatto con alcuni insegnanti e dirigenti di queste scuole. Inoltre, è stato predisposto il Piano di offerta formativa (Pof) per l’anno scolastico 2022-2023 che include attività didattiche anche per la scuola dell’infanzia, svolte in collaborazione con la Scuola di pace.

In sintesi, il 2021-2022 è stato un anno molto importante per lo sviluppo qualitativo e quantitativo dell’attività didattica svolta dal Comitato regionale per le onoranze ai caduti di Marzabotto. Il generale apprezzamento di quanto fatto – da parte dei dirigenti scolastici, del corpo docente, degli studenti e delle rispettive famiglie – è un invito a insistere verso un ulteriore potenziamento e allargamento di questa offerta formativa.


Note

1 Cfr. Carlo De Maria (a cura di), L’artigiano della pace. Dante Cruicchi nel Novecento, Bologna, Clueb, 2013; Eloisa Betti, Federico Chiaricati, Tito Menzani (a cura di), Dante Cruicchi, l’artigiano della pace. Mostra fotografica a 100 anni dalla nascita (1921-2021), Bologna, Bologna University Press, 2022.

2 Legge regionale n. 47 del 20 ottobre 1982.

3 Legge di bilancio 2018 del 27 dicembre 2017, comma 333, e successive proroghe.

4 Disponibile alla seguente url: https://www.martirimarzabotto.it/wp-content/uploads/2021/09/POF-Comprensorio-Monte-Sole-.pdf, ultima consultazione: 15 giugno 2022.

5 Andrea Marchi, Gabriele Ronchetti, Massimo Turchi (a cura di), Di guerra e di genti. 100 racconti della Linea Gotica, Bologna, Pendragon, 2020.

6 Francesca Candioli, La Cartiera di Lama di reno sarà riqualificata con 9,5 milioni del Pnrr, in “il Corriere di Bologna”, 28 maggio 2022.